Vite da Eroi - L'agricoltura Eroica in Italia e non solo

C’è una forza motrice più forte del

vapore, dell’elettricità e dell’energia

atomica: la volontà.

(Albert Einstein)

 

Luoghi dove nemmeno l’immaginazione umana può arrivare a pensare a quelli come luoghi produttivi, dove davvero solo l’uomo a braccetto con la natura può sfruttare il meglio che può dalla natura stessa.

Quest’argomento è nato per dar voce all’umiltà di uomini e luoghi spesso fuori dai soliti binari di marketing, i veri eroi del vino, che ogni giorni combattono per difendere il loro territorio da erosioni, smottamenti, frane.

La loro forza sta proprio nell’aver compreso che l’ostilità della natura non va contrastata ma sfruttata, un gioco di leve dove la forza dell’uomo aggiunta alla forza della natura, riesce, seppure con innumerevoli sacrifici, a ottenere frutti di una ricchezza assolutamente superiore.

 vigne a strapiombo sul mare

Il territorio Italiano, in particolare, è un variegarsi di scorci e paesaggi incredibili, dove la forza della natura ci fa spesso sentire inermi e piccoli davanti a tanta bellezza, dove perfezione e imperfezione sono una cosa sola.

Proprio dall’Italia che partiremo con questo mini tour di valli impervie destinate alla coltivazione della vite da veri eroi che, un po’ come Spider-Man si inerpicano e come Hulk trasformano la forza incontrastabile della natura.

Agricoltura eroica, cioè un insieme di tecniche “eroiche” per la coltivazione della vite. “Eroiche” perché praticate in condizioni particolarmente difficoltose o su terreni di difficile gestione per altitudine, clima e morfologia, ma allo stesso tempo virtuose, di grande valore e dai risultati qualitativamente eccezionali. I vini che nascono da questo tipo di coltivazioni sono infatti eccellenti, frutto della cura e dell’attenzione maniacale riservata ad ogni piccolo dettaglio.

I vigneti eroici sono coltivati da vignaioli appassionati che hanno strappato alle rocce, alla montagna o al mare, piccoli appezzamenti di terra.

Da sempre l’uomo ha cercato terra da coltivare sia nelle zone paludose, rubandola al mare, che nelle zone montane, spaccando sassi fino a creare dei minuscoli fazzoletti di terra, con terrazzamenti e gradoni che salgono fin dove l’uomo riesce a convivere con pendenze che a volte arrivano al 30% e con altitudini elevate.

Ripide colline, valli, pareti a picco sul mare. Far nascere un terrazzamento non è uno scherzo, infatti la costruzione e manutenzione è ottenuta con tecniche antiche tramandate da generazione in generazione.

binari per trasporto uva

Il ruolo più importante per l’agricoltura eroica è infatti l’aspetto culturale: la continuità di trasmissione delle tradizioni e del mantenimento della cura del territorio in zone impervie.

Considerate le implicazioni importanti che riflette su economia, società, ambiente e cultura di molte regioni e nazioni, è necessario fare di tutto per conservarla, tutelarla e valorizzarla.

 Il Cervim, è il Centro di ricerche, studi, salvaguardia, coordinamento e valorizzazione per la viticoltura Montana. E’ stato istituito con una legge autonoma della Val d’Aosta nel 1987 e prevede che i suoi associati abbiano almeno una di queste caratteristiche: condizioni orografiche che impediscono la meccanizzazione, vigneti di dimensioni ridotte, non sempre contigui e in molti casi con presenza di terrazzamenti. Le aziende agricole devono presentare superfici aziendali ridotte con prevalenza di imprenditorialità non a titolo principale e presentare tipologie diverse di uve, con produzioni enologiche fuori dai modelli convenzionali (prodotti di nicchia).

Le condizioni climatiche non devono essere ottimali (es. fabbisogni idrici). I vigneti si devono trovare in contesti paesaggistici e turistici ad alta valenza. La viticoltura delle piccole isole rientra a pieno titolo in questa tipologia perché caratterizzate da difficoltà strutturali (salinità ed impossibilità di meccanizzazione), all’effettivo e permanente carattere di isolamento, nonché dall’inserimento in un contesto strutturale e socio-economico penalizzante sotto il profilo della redditività aziendale.

Iniziamo dal nord Italia scendendo verso sud

VALLE D'AOSTA

Valle D'Aosta agricoltura eroica

In Valle d’Aosta ci sono le vigne più alte d’Europa. Nasce qui infatti il vino dei ghiacciai, le cui radici affondano nelle pendici del Monte Bianco. La Valle d’Aosta è un territorio prevalentemente montano in cui troviamo condizioni climatiche e di altitudine tali da rendere eroiche la coltivazione dei vigneti di questa zona. I vigneti di Morgex e La Salle si trovano a 1200 mt slm. La coltivazione della vite è possibile solo grazie a terrazzamenti che creano artificialmente zone piane su terreni con pendenze quasi proibitive. Muri di pietra a secco alti fino a 4 metri circondano e proteggono il terreno e la vite, sottoposta a una notevole escursione termica. L’impiego delle tecnologie è limitato, il lavoro è svolto manualmente e l’attenzione riservata ai vigneti è massima. Il risultato è una produzione limitata di eccellente qualità.

In Valle d’Aosta si trovano ancora vigne a piede franco, cioè non innestate su radici americane in seguito alla Filossera da cui si ricavano vini assolutamente speciali.

VALTELLINA

Valtellina agricoltura eroica

In Lombardia la Via dei Terrazzamenti, la più estesa d’Italia, ci porta ad esplorare luoghi meravigliosi attraverso la Valtellina, in cui il Nebbiolo piemontese diventa la lombarda Chiavennasca e i centri di Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella contribuiscono a rendere sempre più longeve e famose le Docg del Valtellina Superiore e Sfurzat della Valtellina. È la più estesa zona di viticoltura alpina italiana, in cui ritroviamo terrazze di terra riportata sostenute da muretti a secco, che solo l’uomo con le proprie gambe può raggiungere. Qui la roccia moltiplica il calore del giorno rilasciandolo poi durante la notte. In alcuni punti la vendemmia è talmente difficile e le pendenze tali che le uve sono trasportate in cantina in elicottero.  

In ogni caso, viti secolari coltivate in condizioni climatiche ideali, producono uve pregiatissime, con l’uva Nebbiolo a fare da padrona e da cui si ricavano gran parte dei vini della Valtellina, rossi potenti e vellutati, adatti a lungo invecchiamento, ma anche perfetti da bere subito.

La difficoltà principale nei terrazzamenti è muoversi in salita e camminare in pendenza, portando gli strumenti a spalla.

PIEMONTE

Agricoltura eroica Piemonte

La vite è coltivata su terrazzamenti di varia grandezza in zone pedemontane; girapoggio e cavalcapoggio per la zona collinare.

Il notevole frazionamento delle superfici vitate non ha permesso estesi lavori di bonifica e solo in alcune zone con pendenze superiori al 30% sono stati creati  terrazzamenti in pietra la cui larghezza consente una parziale meccanizzazione.

 

TRENTINO

Qui la difficoltà sta nelle attività di vigna con le temperature rigide dell’inverno: non tanto per un discorso di freddo, che non ha mai spaventato gli uomini di montagna, ma per il pericolo di scivolare tra pendenze e terreni ghiacciati, utilizzando strumenti affilati. Il freddo in realtà in queste zone, piuttosto che disagio diventa la circostanza favorevole: l’inverno deve avere temperature rigide, la vegetazione deve risvegliarsi in primavera, non prima, altrimenti la precocità aumenterebbe i rischi di insetti dannosi e funghi. Il più grande contributo di questi uomini, è limitare i dissesti idrogeologici.

LIGURIA

Agricoltura eroica Liguria

Raggiungiamo la “terra di mezzo” che dalla Liguria si allunga alla Toscana, tappa obbligata per gli amanti della “vendemmia eroica”: Cinque Terre con pendenze estreme che si addolciscono gradualmente verso i Colli di  Luni. Qui da secoli si coltiva il Vermentino. Il territorio, a picco sul mar Tirreno, è stato strappato a boschi incolti e pietre per una vendemmia che costa tempo e fatica. Dalla montagna al mare le Cinque Terre hanno una viticoltura eroica fondata su gradoni e terrazzamenti dove nascono vini pregiati come lo Schiacchetrà, vino dorato, ricco e dal profumo di miele.

Gli ettari a vigneto presenti nelle Cinque Terre sono 400 e si estendono lungo 18 km di costa tra il livello del mare e i 600 m di quota su piccole terrazze a picco sul mare. Solo poco più di 100 ha risultano iscritti all'albo DOC e moltissimi sono in via d'abbandono o già abbandonati da anni. Le difficoltà cui deve far fronte la viticoltura locale non sono però solo legate all'orografia del territorio ma anche all'altissimo grado di frammentazione della proprietà e alla presenza del sistema di allevamento a pergola bassa. Per ovviare a questi numerosi problemi sono state attuate selezioni clonali dei principali vitigni per consentire un miglioramento qualitativo del prodotto, oltre al miglioramento delle tecniche di coltivazione sono state introdotte innovazioni tecnologiche per il trasporto delle uve.

L’agricoltore si muove su terrazzamenti che guardano il mare: a volte i muretti di contenimento tengono, a volte invece cedono. Anche qui il problema principale è la difficoltà di reperire artigiani sapienti che sappiano ricostruirli con le pietre recuperate. Si lavora su discese spesso strapiombanti, trasportando a spalla strumenti e i pali in legno da sostituire. Il trasporto di

tutto il materiale avviene a mano, perché in inverno si formano canaloni di acqua che dissestano il

terreno.

PANTELLERIA

vigneti pantelleria sicilia

Isola magnifica con le sue splendide viti ad alberello patrimonio dell’Unesco.

Sulle piccole isole la viticoltura si definisce eroica in ogni situazione, ma qui più di altri luoghi l’impegno si moltiplica a causa delle onde che si infrangono sui terreni, dal vento che a raffiche di iodio spazzano l’isola e segnano le stagioni. Per questo motivo le viti sono coltivate basse, protette in una buca scavata nel terreno per limitare l’impatto del clima.

La potatura è molto radicale così che i grappoli delicati siano vicini al terreno. Chi pota è praticamente sempre in ginocchio, con cassettine a portata di mano per separare sul posto l’uva scelta per l’appassimento da quella per la produzione dello Zibibbo.

ETNA

Il territorio viticolo dell’Etna è un’area molto vocata alla produzione di vini di “montagna”. La viticoltura si sviluppa su una stretta fascia tronco-conica a forma di mezzaluna che circonda il vulcano da nord a sud. In questa fascia si possono distinguere tre diverse aree che per differente natura dei suoli, esposizione, altitudine (tra 400 e 900 m s.l.m.), escursioni termiche e vicinanza al mare, influenzano la produzione vitivinicola etnea. Le condizioni ambientali, particolarmente difficili e differenti, possono influenzare la completa maturazione delle uve, con ripercussioni sulla qualità del vino.

PORTOGALLO - DOURO

Douro Valle Portogallo Oporto

I vigneti, un tempo coltivati in terrazze strette e sorrette da muri in pietra, sono oggi sempre più frequentemente impiantati in terrazze orizzontali. Quando la pendenza lo permette la vite è coltivata a rittochino. Un altro elemento caratteristico è legato al fatto che in questa regione, secondo la tradizione, il vino Porto deve essere prodotto a partire da assemblaggi di vitigni diversi che, adattandosi ai vari microclimi, possono garantire una maggiore qualità. Il paesaggio ha caratteristiche così peculiari che 24.600 ha sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2001.

GERMANIA - MOSEL SAAR RUWER, MITTELRHEIN, AHR, NAHE

Il vigneto renano è specializzato, le cantine sono tutte ubicate nei villaggi, mentre le costruzioni rurali risultano spesso abbandonate. La vite è generalmente coltivata a rittochino, mentre vicino ai villaggi i vigneti sono coltivati su terrazzamenti realizzati per facilitare le lavorazioni manuali.

BANYULS

Impiantato dai greci e dai romani il vigneto di questa regione ha più di duemila anni di storia. La sua fama è legata alla produzione di vini liquorosi e di VDN (vini dolci naturali). Nel XIII secolo un medico catalano inventa il processo di mutizzazione con alcool. Verso la metà del 1700 nel territorio di Banyuls e Collioure la superficie investita risultava di circa 700 ha, si registra una rapida crescita fino a fine ‘800, epoca in cui ammontava a 2.500 ha. La crisi della fillossera ridusse fortemente i vigneti della zona i quali vennero in seguito ricostruiti fino al raggiungimento della superficie attuale. È solo durante il corso del XIX e del XX secolo che si costituisce il vigneto contemporaneo. Nel 1909 Banyuls diventa la prima Denominazione di vini dolci mutizzati ed ottiene il suo decreto nel 1936.

I vigneti guardano il mare e sono impiantati in ampi anfiteatri naturali.

Il terreno è sistemato in terrazze sostenute da 6000 km di muretti di scisti, con un sistema di allontanamento delle acque a Y (“peu de gall”) che permette di limitare l’erosione e di dirigere le acque verso la parte bassa dei versanti, senza causare dissesti idrogeologici.

CROAZIA

Ma gli eroi enoici non sono solo in Italia: anche Dingač, località croata a circa 100 chilometri a nord di Dubrovnik, dove l’uva si coltiva su terreni in forte pendenza e la si trasporta sottoterra in tunnel scavati nella montagna. Le viti sono impiantate ad alberello, ma senza il supporto di terrazzamenti, su terreni prevalentemente calcarei con strati di detriti e di ghiaia che immagazzinano calore durante il giorno.

GRECIA - SANTORINI

Santorini vigneto

Grecia o più precisamente Santorini: qui a causa della costante presenza di vento, le viti vengono coltivate in bassi terrazzamenti a picco sul mare con pendenze vertiginose. La raccolta dell’uva è eseguita arrampicandosi tra i filari e l’uva viene trasportata a spalla o con gli asinelli nelle canaves (cantine sotterranee).

PORTOGALLO - MADEIRA

Isola Portogallo Madeira

Oltre al Douro il Portogallo è eroico anche sull’isola di Madeira, in pieno Oceano Atlantico.

Origine vulcanica, suolo fertile e clima caldo-umido favoriscono la crescita di una vegetazione lussureggiante,viti comprese da cui si ricava il noto vino Madeira. Anche qui, la terra coltivabile è tutta a terrazzamenti: le uve vengono ancora raccolte a mano, messe in cesti di vimini e poi trasportate ai luoghi di lavorazione.

I VANTAGGI DELL’AGRICOLTURA EROICA

La più grande ricchezza dell’agricoltura eroica è la riscoperta di vitigni autoctoni, varietà che si sono evolute con l'ambiente. In queste condizioni si possono individuare varietà con incredibili caratteristiche di resistenza, ad esempio a una malattia, così che lo studio permette

di aprire nuovi orizzonti.

Tutta la biodiversità delle viti coltivate in luoghi eroici rappresentano un grandissimo capitale, che va conservato e difeso.

Agricoltura Eroica vigneto terreno vulcanico

Il difficile lavoro di agricoltori e della pianta stessa si riconosce anche nel vino: lo sforzo che la pianta produce per resistere alla situazione di stress, come alcune sostanze bioattive, daranno un bouquet più ricco. Ciò farà sì che la produzione sia limitata in quantità, ma mai in qualità.

Lo sforzo dell'eroismo è solo così ripagato: una qualità elevatissima, frutto di caratteristiche uniche.



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