Continua il nostro appuntamento con i vini naturali: cos'è la Lotta Integrata?

Un ulteriore approfondimento sui vini naturali. Oggi si parla di Lutte Raisonnée o lotta integrata, la pratica in agricoltura che crea condizioni sfavorevoli al propagarsi dei parassiti e infestanti. La sua storia, i cambiamenti e l'attualità del termine.

Continua il nostro tour sul variopinto mondo dei vini naturali, vini di vigna, vini puri, che dir si voglia, e sulle annose questioni che l'argomento solleva. Le sfumature sono tante e la confusione sempre di più. Sempre più spesso i clienti chiedono vini biologici, ma la percezione è che la loro ricerca sia più indirizzata a un vino ben fatto e senza tanti artifici chimici piuttosto che a un vino certificato bio e basta.

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lotta integrata agricoltura sostenibile vino naturale

Così nel marasma vitivinicolo il bio emerge, tutti sanno cos'è e tutti lo vogliono, senza guardare al di là del marchio registrato. Sta a noi ora l'arduo compito di guidare e consigliare il consumatore, non a dissuaderlo dal bio ovviamente, ma a fornire quante più informazioni possibile per un acquisto consapevole, a dissipare il caos e a comunicare il mondo sommerso di vini corretti ed etici che non rientrano necessariamente in nessuna certificazione, ma non per questo non abbastanza meritevoli, anzi!

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La nomenclatura con le sue differenze, non è altro che il frutto del legislatore per normare ciò che da sempre, dall'inizio delle pratiche agricole, si è fatto sul campo. Lutte Raisonnée è una di quelle espressioni francesi che tradotta è la pratica agricola che lascia piena responsabilità al viticoltore e ha come obiettivo il rispetto della natura e dell'ambiente.

La Lotta Integrata nel passato

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La sua storia è molto controversa, perchè l'originale significato di lotta ragionata (oggi integrata) si basa sulle attività della natura di creare un ciclo vitale, una catena alimentare dove solo insetti e flora sono i responsabili: in sostanza la lotta ragionata crea naturalmente i presupposti per ostacolare quei parassiti che potrebbero, solo se in eccesso, danneggiare irreparabilmente la pianta, oppure propone una determinata coltura tra i filari, capace di attrarre insetti che si cibano di quei determinati parassiti, o ancora, crea l'habitat idoneo affinchè il parassita o la pianta infestante siano ostacolati. Questi sono i principi con cui è nata la lotta ragionata, da sempre utilizzati dai nostri antenati, soliti osservare la natura, i suoi comportamenti e il suo linguaggio. Nient'altro. Ora invece le cose sono cambiate, e notevolmente. Facciamo un rewind rapido alla seconda metà del 1900, quando in Francia la proliferazione di prodotti chimici inizia a spopolare. In Italia arriveranno poco più tardi. Sono gli anni del boom econimico, industriale, la popolazione decuplica, è necessario fornire a tutti alimenti, abitazioni, vestiti, servizi, ecc ecc. le industrie si gonfiano, sempre più imprese nascono, sempre più alto è il numero dei vini commercializzati nel mondo. L'industria della chimica trasforma l'agricoltura in industria: fitofarmaci, fertilizzanti sintetici, erbicidi, funghicidi, ecc, fanno da un lato impennare gli affari e gonfiare le tasche della produzione isterica volta alla quantità, e dall'altro spingono forte sul pedale del degrado del suolo, uccidendo non solo forme parassitarie dannose, ma anche tutto quel micromondo biotico necessario alla fertilità e alla vita di piante e insetti. Si azzerano i conti con la natura e schizzano i profitti alle stelle. La domanda è sempre di più e l'offerta deve tenere il passo, è necessaria una produzione di basso livello e di estrema resa. Come fare se non con l'aiuto dell'industria e della chimica? Impossibile! Non c'è tempo per pensare all'inquinamento, è stupido non cavalcare l'onda, finchè c'è sfruttiamo al massimo la terra, poi vedremo.

La Lotta Integrata oggi

i vini a lotta integrata oggi

E oggi? Oggi stiamo raccogliendo tutte le conseguenze degli ultimi 30 anni di abuso indiscriminato. E ancora qualcuno è cieco, o fa finta. Solo negli ultimi anni è rinata un po' di coscienza. E' tornato l'agricoltore di un tempo ma con tanta conoscenza in più rispetto al contadino di una volta. E' migliorato lo stile di vita che, se nel male sta causando l'irreparabile, nel bene ha diffuso la cultura delle norme igieniche in cantina, aumentato la cultura delle tecniche e delle moderne attività. Il vino che prima veniva fatto secondo natura in una cantina sporca, con sì zero uso di chimica, ma anche zero conoscenza, aveva grande facilità di essere attaccato da malattie, funghi e batteri. Poi l'eccesso dall'altra parte. Le cantine si trasformano in cliniche mediche, asettiche, tecnologiche a discapito della ricchezza di personalità e di identità. La parola magica è equilibrio: oggi si sta facendo un passo indietro ma con tutto ciò che serve per non essere nè sprovveduti nè irrispettosi. Torniamo alla nostra Lutte Raisonnée. L'Unione Europea ha un ruolo prioritario nell'attuale significato di L.R.: se da un lato non potrà mai ostacolare le politiche industriali, per meccanismi economici di mercato, dall'altro sono sempre più impellenti misure per l'ambiente. Ecco così che la vecchia lotta ragionata assume più un significato di lotta integrata, cioè integra attività ecologiche con quelle convenzionali. Si pone a cavallo tra agricoltura convenzionale e biologica.

Cosa prevede la lotta ragionata o integrata?

le pratiche della lotta integrata

Prevede lo sfruttamento delle risorse naturali finché sono in grado di surrogare adeguatamente i mezzi tecnici adottati nell'agricoltura convenzionale e solo il ricorso a questi ultimi quando si reputano necessari per un compromesso tra esigenze ambientali, sanitarie ed economiche. In merito alle tecniche disponibili, a parità di condizioni, la scelta ricade prioritariamente su quelle di minore impatto e, in ogni modo, esclude quelle di elevato. I suoi principi si applicano nelle attività di fertilizzazione, lavorazioni del terreno, controllo delle infestanti e difesa dei vegetali. Qualche esempio concreto di Lotta Ragionata: Il parassita più temuto dalla storia del vino in Europa è la Fillossera. L'innesto su piede americano della vitis rupestris ha già risolto molti dei problemi causati dall'insetto. Tuttavia ancora in Italia è presente ma si è constatato che su una vite molto vigorosa, ben forte agli attacchi fungini, la fillossera non è un pericolo per la produzione. E' sufficiente in questi casi prevenire con un defogliamento estivo senza interventi di insetticidi. Tignole: Il predatore naturale può essere sufficiente per combatterli e un buon lavoro lo fanno acari e aracnidi, cibandosi di larve. La presenza di predatori naturali è molto efficacie in vigneti trattati con lotta integrata o con sistemi ecologici e non è affatto efficacie in terreno trattati con insetticidi. Per trattare il problema prima che la larva entri all'interno del grappolo e deponga le sue uova è metodo efficacie l'utilizzo di trappole con ferormoni (sostanze prodotte da ghiandole esocrine che sono emesse dagli organismi viventi a basse concentrazioni con la funzione di inviare segnali ad altri individui della stessa specie). E fin qui tutto bene, ma il gap c'è: ancora nessun disciplinare norma limiti e attività.

Come e cosa comunicare ai consumatori - vino biodinamico o vino naturale? vino a lotta integrata o vino ad agricoltura sostenibile?

la fillossera nelle foglie

foglia colpita dalla Fillossera

E allora, per tornare al punto di partenza: non sempre un vino certificato bio o biodinamico è per forza una condizione necessaria e sufficiente per parlare di vino naturale, e non necessariamente ciò che non è certificato è sempre etico. Entrambe giuste purtroppo e la confusione è qui in mezzo che si ramifica. In altre parole: praticato con coscienza, la L.R. sarebbe molto vicina al biologico, con le sue insidie, investimenti, fatica ma contemporaneamente più qualità. Considerato però che l'agricoltura deve generare economia, per gli agricoltori più cinici è proprio il profitto a regolare l'intervento della chimica o meno, e se non ci sono limiti imposti come fa il consumatore a fidarsi del produttore?

Finalmente arriva il nostro ruolo di selezionatori, che ci fa guardare al di là del marchio e della certificazione, ci pone sempre a valutare il bivio che divide chi lavora con etica e trasparenza, a volte con l'estremismo dell'abolizione totale di sintesi, molto romantico ma talvolta rischioso e quasi utopia; chi invece sottovaluta gli effetti distruttivi e tossici dell'utilizzo irresponsabile ma di sicuro profitto o chi, peggio ancora, si maschera dietro la falsa veste di "semi organico" potendo anche non dover scendere a compromessi con nessuno.

Nel prossimo appuntamento sui vini naturali approfondiremo il tema tanto atteso e che incuriosisce molti: i vini con o senza solfiti aggiunti. Vedremo cosa significa, come è possibile evitare di aggiungerli, cosa causano i solfiti e quali sono i limiti ammessi per legge.  Stay Tuned!

La conoscenza è il segreto per ogni cosa, a ognuno il suo lavoro, a noi l'arduo compito di proteggere dai falsi miti il consumatore. Ecco qualche esempio serio e trasparente di vini ad agricoltura lotta integrata:

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