Il Cannonau o i Cannonau? L'indiscusso protagonista di Sardegna tra Mamoiada, Ogliastra e Barbagia

Una piccola regione, una grande isola, se si contano le sue meraviglie e ricchezze, diventa subito immensa!

La Sardegna è luogo italiano estivo per antonomasia, il più bel mare d’Italia e non solo, quasi che a volte ci sembra di stare dall’altra parte del mondo.

 

Sardegna vini

 

Ma quanto abbiamo da lasciarci ammaliare da lei, oltre al mare per carità, ogni angolo anche il più isolato e remoto è uno scrigno di meraviglie.

Per non parlare di cibo e di vino, ce n’è per tutti i gusti.

 

Sardegna vini costa

 

Lasciamo la costa e scegliamo di fermarci in un luogo davvero magico, quasi mistico, a tratti un po’ spaventoso: la Barbagia.

 

BARBAGIA O BARBAGLIA

Barbagia vini

Nel centro della Sardegna in provincia di Nuoro, si estende questa piccola zona chiamata Barbagia o Barbaglia. Un luogo isolato, selvaggio, aspro e duro, dove in genere non ci sono pendii ma rupi e le pareti calcaree sono tagliate brutalmente da gole ripide e frastagliate che si gettano in mare.

 

Manca il fiato, tanto è forte!

 

Un paesaggio aggressivo, non per tutti, difficile, duro e allo stesso tempo potente e carico di energia.

 

Sardegna Barbagia

 

Il nome Barbagia infatti deriva dai romani e indicava una zona inespugnabile, abitata da genti che non parlavano né latino né greco, selvatici, barbari.

Oggi sappiamo quanto invece è affascinante, nei luoghi e nelle genti, circondate di antiche tradizioni e cultura millenaria.

 

Sardegna Barbagia vini

 

 

I VINI DI SARDEGNA

 

 

OGLIASTRA

 

Sardegna Paesaggio

 

Poco più a sud, tra le alture del Gennargentu e il mare, si estende l’Ogliastra.

L’Ogliastra ha la forma di un anfiteatro naturale, protetta a forma di C dal Gennargentu che ne disegna i rilievi e tocca i 1834 mt slm con la vetta più alta (Punta La Marmora) e la rende prevalentemente montuosa e collinare fino al lento e graduale diradarsi dei pendii solo in prossimità della costa, dove è bagnata dal Mar Tirreno, tra le province di Nuoro e Cagliari.

Il clima mite, la posizione e la sua conformazione fisica la rendono un luogo più che ideale per la vite.

I venti costanti offrono un’ottima ventilazione al grappolo e ne privano ogni residuo di umidità dannosa alla salute delle uve.

 

Sardegna Borgo

 

La coltivazione della vite ha origini antichissime in questa zona e fin dal XIV secolo ci sono fonti che raccontano del commercio di vino ottenuto da vite selvatica, che prospera ovunque, soprattutto in prossimità dei corsi d’acqua e da cui si ricava un vino dall’alto contenuto polifenolico e alcolico rispetto alla vite vinifera.

 


 

 

Un luogo quindi dove la vite ha trovato in maniera spontanea il suo habitat preferito, tanto da crescere ovunque. La vite selvatica proliferando, ha dato vita alla vitae vinifera, ma se la prima ha raramente piante ermafrodite (con un’autonoma riproduzione) nella vite vinifera coltivata, le piante ermafrodite sono la maggior parte.

Questo processo ha inciso significativamente su una produzione autonoma costante e copiosa in tutta l’area.

 

 

MAMOIADA

 

Nel cuore della Barbagia di Ollollai troviamo una piccolissima quanto ricca area: Mamoiada.

Mamoiada è un paesello di 2500 anime, la maggior parte dedite da sempre alla coltivazione della vite. La storia a Mamoiada è determinante per comprendere a fondo il vino che viene prodotto: nel dopoguerra la cassa per lo sviluppo del mezzogiorno impone a Mamoiada una cantina sociale.

 

vignaioli Sardegna inizio secolo

 

Il mamoiadino cresciuto in campagna e abituato a fare vino come da tradizione, non riesce ad adattarsi alle richieste della grande industria, così che la cantina sociale chiude presto i battetti e tutti tornano a produrre vino secondo il gusto di una volta, senza aromi aggiunti e altri artificiosi lavorati chimici.

A Mamoiada si è sempre fatto il vino di territorio, genuino, con fermentazioni spontanee e intervento minimo.

 

 

Oggi sono circa 350 gli ettari vitati, 400 mila bottiglie, sempre più i giovani coinvolti che decidono di rimanere e investire risorse nel loro territorio.

 

vigneto sardo

 

La tendenza è la produzione di vini naturali, con lieviti indigeni, che poi siano biologici, biodinamici, senza certificazione non è importante, l’importante è la tutela della salubrità della terra e del vino poi.

Qui si raccoglie e si vinifica separatamente ogni singolo vigneto, perché ognuno ha espressione diversa di quel legame indissolubile che c’è tra uomo, terra, cielo, ambiente, esposizione, ecc.

Ecco che la territorialità, qui più di ogni altro luogo, è atavica.

Dopo la vite c’è il vino, il Cannonau è il re indiscusso dei rossi di Sardegna.

 

grappolo Cannonau Sardegna vini

 

Solo la vite con la sua tenacia riesce ad affondare le sue radici in luoghi così impervi. Su suolo derivante dal disfacimento granitico, la coltivazione ad alberello assicura quel rapporto indissolubile tra terra e cielo che solo terre così esposte al sole possono capire questo legame. Ma quest’isola è un tale trionfo di diversità che anche parlare di Cannonau con i luoghi comuni annessi e connessi non ci porterà molto lontano.

E visto che noi vogliamo guardare lontano, il Cannonau non è solo un vino, non è solo un vitigno, è un insieme di vini, un insieme di vitigni e dovrebbe essere l’uva di tante e diverse Doc.

Il lavoro che sta facendo l’associazione Mamojà, con certezza tra poco vedrà i suoi frutti.

 

Potatura viti Sardegna

 

Tra tutte le attività di conservazione, comunicazione e promozione di un fazzoletto di terra e di un pugno di viticoltori di Mamoiada, c’è anche la tutela e la valorizzazione del Cannonau, che al di là di ciò che vogliono far credere, è un vitigno autoctono Sardo, nato in Sardegna e non in Spagna, forse tra i più antichi al mondo.

Il suo carattere lo si ritrova anche nel carattere dei Sardi che sono diversi per idioma, per tradizioni, per cultura, per attività, ogni minuscola zona è profondamente diversa dall’altra, lontana anche solo qualche chilometro, eppure sono un popolo unito e determinato nella difesa della loro identità.

Ecco, il Cannonau vuole la stessa cosa, è il vitigno di una doc estesa in tutta la regione eppure ha mille facce, da una zona all’altra cambia di espressività.

 

cultura vino sardegna

 

L’idea del Cannonau cupo, denso e fitto da tagliare come un pecorino ben stagionato è un po’ da sdoganare. Certo che ancora se ne trovano di vini così, ma la pratica del vignaiolo evolve, come evolve (o involve) il clima e ovviamente tutto cambia in funzione di dove ci si trovi.

Anche in Sardegna avremo un giorno un lavoro di zonazione preciso e accurato come fatto con le MGA di Barolo, e allora si che potremmo parlare dei tanti Cannonau e delle sue svariate biodiversità.

 

È solo grazie a questa diversità che vitigni autoctoni come il Cannonau troveranno il loro più grande valore.

 

 

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