La filosofia dei vini vivi di Josko Gravner

Josko Gravner è prima di tutto un filosofo, poi un grande vignaiolo della viticoltura naturale. I suoi vini hanno un'anima e una sensibilità quasi umana.

LE TAPPE EVOLUTIVE DEL VINO SECONDO GRAVNER:

Gravner

LA GESTAZIONE DEL VINO

- Prima c'è la gestazione: L’anfora è come un grembo, dopo almeno nove mesi il vino può nascere.

LA FASE DELL'EDUCAZIONE

-La botte grande rappresenta solo la successiva educazione e l'affinamento continua in vetro.

LA CRESCITA

- I vini non escono sul mercato prima di 7 anni, che per Josko è un numero magico: il periodo che serve all'uomo per sostituire tutte le proprie cellule.

IL VINO DA ADULTO

- Da "adulti" i suoi vini continuano ad avere sensibilità: “I miei vini capiscono benissimo chi hanno davanti. E si comportano di conseguenza. Se chi li beve è diffidente, si chiudono”.

IL VINO VIVO E IL VINO MORTO

Per Josko ci sono solo due aggettivi per descrivere un vino: vivo o morto. Il vino deve essere composto da tre fattori imprescindibili: i lieviti, i batteri e gli enzimi, proprio come un bambino che ha bisogno di tempo per diventare adulto, e ha bisogno di anticorpi.

LA CURA DELLA TERRA

Josko è contrario ai nuovi esperimenti clonali che creano a laboratorio viti resistenti alle malattie. Ciò che è necessario e sufficiente è prendersi cura della terra. "Negli ultimi 50 anni abbiamo fatto troppi danni alla terra, iniziando dalle concimazioni chimiche, fino a tutto quello che ci hanno insegnato per aumentare i guadagni”.

I NEMICI DEL VINO

Non si bannano i solfiti nella produzione di Gravner, perchè anche se in dosi minime, un po' vanno usati per evitare che il vino vada a male prima che possa invecchiarsi. "Non si deve accollare tutta la colpa ai solfiti, una minima quantità serve per annullare l'acidità volatile. Piuttosto è ora di vedere il nemico del vino più in sostanze chimiche aggiunte, come i lieviti selezionati e altre sostanze di origine sintetica. Quello sì che rende il vino morto."

LE ESPERIENZE SIGNIFICATIVE DI JOSKO

Gravner inizia tutta la sua produzione dopo un viaggio in California: lì comprende ciò che non avrebbe mai voluto ottenere dai suoi vini. Combatte con la Camera di Commercio per far sì che i suoi vini fossero accettati dal disciplinare della doc, poi decide di rinunciare alla doc per gli igt: la sua priorità, più che avere DOC in etichetta, è sempre stato produrre un vino vivo, il suo vino!

Dall'annata '96 ottiene un altro grande insegnamento, questa volta dalla natura. Fu l'anno della grandinata più violenta della sua produzione, che rovinò il 95% del raccolto, ma nonostante tutto è stata una grandissima annata: "quella grandinata mi ha fatto capire la piccolezza dell’uomo sulla terra, l’impossibilità di decidere cosa fare, cosa non fare”.

guarda il video [IN THE FRIDGE] clicca qui



Prodotti Correlati