La Romagna sconosciuta: il riscatto del Sangiovese di Modigliana

Sangiovese di Romagna o Sangiovese di montagna? Entrambi! Se pensiamo che la Romagna non è solo riviera, ma molto altro. Allontaniamoci dalla costa fino al confine con la Toscana e scopriremo un luogo di montagna dove il Sangiovese assume sfumature incredibili, dove il bosco, l'altitudine e il suolo creano un terroir davvero sorprendente.

Si parte da Senigallia per raggiungere l'Appennino Tosco-Romagnolo, una linea di confine tra Emilia e Toscana fatta di una cortina verdeggiante, solcata da venti e coperta di bosco. A un primo sguardo tutto si direbbe, tranne di trovare viti tra tutto questo bosco, e invece ci sono e proprio di bosco si arricchiscono. Vediamo che significa.


Modigliana paesaggio valli

La nostra prima tappa è Faenza, accolti dal magnetico Giorgio Melandri: giornalista, comunicatore, studioso, buongustaio e contemporaneamente conviviale produttore di vino (azienda Mutiliana).


Giorgio Melandri Mutiliana

Giorgio ci accoglie nel suo bellissimo studio, dove si respira cultura e si parla di vino, o meglio di terroir. Questo è il punto di partenza della sua attività di produzione: non si fa nulla se non si conosce bene da dove veniamo e dove viviamo, e soprattutto il terreno su cui far crescere viti da cui estrarre vino il più possibile rappresentativo di quello specifico territorio. Questo studio è il primo step di una autentica collaborazione con Francesco Bordini di Villa Papiano, nonchè il suo enologo. L'obiettivo in comune (valorizzare le loro terre) spingono entrambi ad approfondire il più possibile la conoscenza geologica: sia per trarne più informazioni possibili dal terreno che custodiscono, per trarne il miglior succo possibile dalle piante, ma soprattutto affinchè la diffusione di tali conoscenze possa nel tempo diventare un prezioso strumento di identità culturale per tutti nella zona.

  • LA STELLA DELL'APPENNINO: MODIGLIANA

giorgio Melandri ci mostra la carta di Modigliana

Prende vita così Stella dell'Appennino: un progetto fatto di produttori che capiscono che l'unione fa la forza. Un pugno di viticoltori con lo stesso passato, le stesse tradizioni, lo stesso territorio e la stessa volontà di trasformare un luogo poco acclamato, che fino a poco fa' ha vissuto all'ombra della Romagna e della Toscana, ma è ora del riscatto!


E tutta la loro energia la si sente vibrare nel bicchiere! Ma ancora siamo alla teoria, gli assaggi alla fine!

Mappa alla mano, Giorgio ci mostra la zona sub collinare che corre tra la via Emilia e il confine con la Toscana, parallela a una diagonale di valli solcate da fiumi a pettine tangenti al confine Toscano. Il suolo a est in direzione Mare Adriatico è chiamato spungone, una arenaria calcarea molto compatta, di origine marina a conferma della presenza di numerosi fossili marini del Pliocene Medio (più di 3.000.000 di anni fa).
Una pietra da sempre utilizzata anche in materia edilizia e per la produzione di calce.


Via via che ci si dirige verso ovest, il terreno diventa pIù omogeneo con prevalenza marna-arenaria, dove la marna è la calcificazione calcarea di natura argillosa di preistorici fanghi marini, e l'arenaria è la calcificazione calcarea di sabbie sempre di origine preistorica.

Modigliana paesaggio valli

A mostrarci l'autenticità di queste terre è Francesco Bordini. La prima sosta è in una zona panoramica da cui si aprono le tre vallate con Modigliana al centro, caratterizzata dal crocevia dei 3 torrenti Acerretta, Tramazzo e Ibola, dai quali si forma il fiume Marzeno. Al di là della cortina collinare siamo già in Toscana.



A caratterizzare il territorio in questa zona sono 3 elementi tutt'altro che scontati che si giocano il ruolo di protagonisti per conferire al vino qui prodotto una specifica autenticità e riconoscibilità.

  • L'ALTITUDINE

Modigliana è posta a 180 mt slm ma tutta la zona vitata è più in alto e sale fino a 580mt di quota. L'altitudine è sinonimo di fragranza, l'uva matura più lentamente così trattiene al massimo all'interno dell'acino una più ampia varietà aromatica. (Pensiamo alle mele del Trentino piuttosto che a quelle maturate a ultravioletti)

  • IL SUOLO

il suolo di Modigliana

A Modigliana il terreno è tutto marnoso (argilla cementata con calcare o conchiglie) e arenaria (componente sabbiosa) che insieme formano il cosiddetto "sandwich". La sabbia è l'elemento principale e infatti, ovunque facessimo un buco nel terreno, troveremmo una terra profumatissima e sapida. Per farci entrare bene nel territorio, Francesco ci invita ad assaggiarla: estremamente sapida e dalla consistenza sabbiosa. Ci motiva questa pratica in effetti bizzarra per giustificare la presenza del mare milioni di anni fa. L'origine di questa formazione geologica deriva dalle innumerevoli correnti torbide di detriti che, per milioni di anni (parliamo tra i 15 e gli 8 milioni di anni fa) si depositarono sui fondali marini (il mare scorreva al posto dell'attuale catena appenninica). Dal sedimento di questi intorpidimenti, che altro non era che fango, si andarono ad aggiungere strati sabbiosi, le arenarie appunto, alternati a strati di argille, le marne.

Questo processo e continuo protrarsi di sedimenti, strato dopo strato durato milioni di anni, ha fatto sì che si creasse una potente e massiccia formazione geologica per oltre 3 km. La principale caratteristica, visibile ad occhio nudo, è l'alternanza di strati, più compatti e aggettanti gli strati d'arenaria; più facilmente disgregabili e soggetti all'erosione i marnosi, per questo meno aggettanti. La parete dello spungone ha quindi il caratteristico profilo a scalini alternati, detto anche a dente di sega.

  • IL BOSCO

Il bosco a Modigliana

Il territorio a Modigliana è principalmente ricoperto di bosco, che è più protagonista rispetto alle viti. La capacità dell'uomo agricoltore di comprenderne il suo importante ruolo, rende esclusiva questa zona come altre, dove si decide di non sacrificare la parte boschiva per un guadagno in spazio da vitare, ma preservarla e riconoscerla come uno dei principali responsabili di un ciclo di vita imprescindibile per la vite e conseguentemente di quella profondità e ricchezza che i vini sanno poi restituire.
Vediamo perchè e come: il bosco trasforma la roccia in suolo agricolo e qui ce ne accorgiamo dalla tipica sabbia gialla del terreno in questa zona. Le radici del bosco creano fenditure entro cui veicolano acqua, ghiaccio, sali minerali, ossigeno e microorganismi: elementi preziosissimi per la vite. Se da un lato avviene la rottura della roccia, dall'altro le sostanze organiche la impreziosiscono.

Francesco Bordini Villa Papiano

L'arenaria ha una forte predominanza di ferro e allo stato roccioso è tendenzialmente di color grigio, ma quando il bosco con le sue radici crea fenditure, l'ossigeno che entra ossida il ferro facendo virare il grigio in giallo: da qui la spiegazione del colore della terra a Modigliana.

Dopo l'assaggio di terra, è ora di assaggiare i vini! Veniamo accolti a Villa Papiano con un banchetto degno di nota e con una sequenza alternata di bianchi e rossi di Mutiliana e Villa Papiano. E' proprio tangibile la sinergia tra Giorgio e Francesco, è qui che nasce la loro forza e il loro grande impegno per valorizzare un territorio ingiustamente poco raccontato.


  • MUTILIANA ECCE DRACO 2018

il vino di Mutiliana

50% Chardonnay e 50% Trebbiano (Ibola)
Lo Chardonnay normalmente dalle note esotiche e glicemiche, qui assume più carattere nervoso disteso dal Trebbiano, Che a differenza del T. Toscano è meno amaro.

L'affinamento avviene su legno limousine in Tonneau che non lascia aromi vanigliati, per meglio lasciar esprimere il territorio senza alterare nulla.
Elegante alternanza tra acidità e sapidità, dovuto al gioco di equilibrio tra acido tartarico e malico. Lascia presagire una notevole longevità.

Villa Papiano az agricola Emilia Romagna


  • TERRA! 2018 VILLA PAPIANO

Terra Villa Papiano Modigliana
L'Albana è un vitigno opposto al Trebbiano, se il primo sussurra l'altro urla. Produce tanti polifenoli, zuccheri e le acidità sono molto elevate, per questo che si surmatura. Per bilanciare l'acidità si macera su poche bucce per 6 mesi giocando sull'equilibrio tra l'azione ossidante della buccia e quella intorpidente della feccia.
Punta di amaro finale dato dalla gran potenza polifenolica.

  • STRADA CORNIOLO VILLA PAPIANO 2018

Strada Corniolo Villa Papiano Trebbiano equilibarato e pulito sostenuto da una piacevolissima acidità. Il colore è dorato ed è caratterizzato da dolci note di miele di acacia, camomilla e fiori. Di buona struttura ci lascia in bocca una nota di freschezza di limone e zenzero. Il compagno ideale per accomapagnare degli antipasti o primi di pesce.

  • LE PAPESSE DI PAPIANO SANGIOVESE SUPERIORE VILLA PAPIANO 2018

Sangiovese Superiore Villa Papiano Le Papesse di Papiano

Il Sangiovese di Francesco Bordini è un sangiovese di bosco, gioioso e fragante. Il naso è floreale con delicate note di sottobosco e frutti rossi. Il sorso è sottile con una trama tannica delicata, chiusura balsamica con una sapidità estremamente piacevole. Potrebbe essere il protagonista ideale delle tue grigliate estive.


Mutiliana decide di trattare il Sangiovese come il primo protagonista della sua produzione, uno per ogni vigna o per ogni valle, senza assemblaggi e imbottigliamenti separati:

  • MUTILIANA Il SANGIOVESE DI IBOLA 2016

ACQUISTA IBOLA SANGIOVESE MUTILIANA
valle chiusa e fredda, la più estrema per altitudine, dove il bosco è predominante e l’arenaria prende quasi completamente il sopravvento a discapito della marna. Il Sangiovese qui è più austero e nobile, elegante e sferzante, tannico e sapido, il tutto che si chiude con una nota agrumata, tipica di questa valle.

  • Il SANGIOVESE DI TRAMAZZO MUTILIANA 2016

Sangiovese Tramazzo Mutiliana
È la vallata centrale, con suoli poveri, in equilibrio di marne e arenarie. Qui il Sangiovese ha una trama finissima ma a travolgere, è la sua nota balsamica sia al naso che in bocca, talvolta ricorda un amaro di erbe officinali e aromatiche fresche come salvia, eucalipto, genziana, rabarbaro.
28 giorni in macerazione lascia un colore scarico ma con tonalità accese e vivide. Trasparente, snello, fresco, dal colore più di un rosato che di un rosso, per questo che la beva è elevatissima, tanto che sparisce in un attimo. Al naso fragola fresca, violetta alternati con delicate note di fumè. E' un vino da bere giovane, ma se poi si mantenesse così vibrante per 30 anni, allora sarà un grande vino.



  • Il SANGIOVESE ACERRETA MUTILIANA 2016

Sangiovese Acerreta Mutiliana
La valle più dolce con suoli di arenarie e marne. Il Sangiovese ha un profumo netto e vibrante e una bocca carnosa e materica.

A Villa Papiano invece il protagonista assoluto è il bosco, tanto che le viti sembrano sparire fagocitate. L’azienda nasce in un avamposto di confine tra Romagna e Toscana, Riparata da una cortina di Monti alberati di ogni varietà, mischiati come i colori di una tela astratta di Paul Klee. Sembra infatti che proprio qui il Duce abbia deciso di impiantare ogni tipo di albero per esperimenti agrari. Il risultato è una vallata eclettica di ogni specie, forma e colore.

Il bosco a Modigliana

L'aspetto più sorprendente a neanche metà degustazione cos'è? Che in un territorio così piccolo tra un vino e l'altro, le sfumature sono molteplici. Questa è la bellezza del vino quando si parla di terroir, non è il vitigno, non è il suolo, non è l'esposizione, neanche la mano dell'uomo, ma tutti questi aspetti insieme nella vigna, in cantina e nel bicchiere.



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