Il Pecorino: vitigno marchigiano ritrovato - Le Marche del vino non sono solo Verdicchio part2

Non si rimane indifferenti passando per le zone colpite da 2 fortissime scosse di terremoto nel 2016. Le aree che si estendono tra Marche e Lazio sono ancora uno scenario "bellico" inabitato e fatto di macerie.

In particolare il Comune di Arquata del Tronto con la frazione di Pescara del Tronto sono ormai paesi fantasma, ricostruiti in parte con moduli abitativi.

Ma qui dobbiamo parlare di vino, di Pecorino per l'appunto e di quanto è stato fondamentale il ruolo di Arquata del Tronto, che non ne ha permesso l'estinzione facendo da custode in tutti questi anni, mimetizzandosi nelle montagne e diventando rifugio del vitigno.

Ecco gli argomenti

 

vino Pecorino Arquata del Tronto

 

ARQUATA DEL TRONTO

Il paese di Arquata del Tronto conta oggi 600 abitanti, comprese anche le frazioni di Pescara, Spelonga, Trisungo, Colle.

Il declino verso la depopolazione è stato inevitabile, ma Arquata nel dopoguerra contava 6000 abitanti. Dove se ne sono andati tutti? Dappertutto visto che questo paese è situato in un punto mistico quanto magico.

Il territorio si estende su quattro regioni Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo e si inserisce sia nella catena dei Monti Sibillini, sia nel parco naturale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Questa posizione ne ha fatto sempre una terra di confine e di crocevia commerciale e umano.

 

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Della frazione Colle si dice sia abitata dalle giovani generazioni dei Briganti, che si nascondevano in questo territorio fuggendo dallo stato pontificio.

Il Monte Vettore dalla sua vetta guarda la Rocca di Arquata dall'alto, mitigando il clima grazie alle sue caratteristiche che gli permettono di mantenere il freddo: si pensi al lago di Pilato, quasi sempre ghiacciato.

 

mappa vino Pecorino

 

Scendendo a valle la natura è dominata dai boschi dove ormai raramente si intravede qualche vigna eroica che resiste grazie a qualche vignaiolo glorioso che non molla. Ma qui la vigna c'è sempre stata: nei primi anni del '900 Arquata contava 90 ettari di produzione di uva Pecorino, che era l'unica uva capace di maturare prima del grande freddo. Nel cinquecento si registravano 196 vigne tra Arquata e Spelonga. Tutti gli anziani, ma anche gli ultimi giovani rimasti a custodire questo patrimonio vi potranno dire che un tempo in questi luoghi era tutta vigna.

Gli altri si sono trasferiti a Roma o nella Costa Adriatica, dimenticando il patrimonio delle loro terre. Ma come dargli torto. Di questi territori non si è ricordato neanche chi ha istituito le DOC della regione Marche, perchè questo territorio si è nascosto dietro i boschi e ha chiuso la porta.

 

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