Esperienza di vita: la Vendemmia in Beaujolais

Un fantastico cielo azzurro sopra di me. L’aria è frizzante e pulitissa. Respiro a pieni polmoni quell’aria pura e il profumo della campagna. Suoni e rumori in uno scenario campestre sconfinato.

Lontano, si intravvede velato e mastodontico il Monte bianco, con le vette innevate. Sono in mezzo alla vigna di Jean-Louis Dutraive e mi sento felice. In mano tengo un grappolo d’uva di Gamay che al tatto è vellutato e gli acini sono densi e molto compatti, quasi serrati, il colore è un blu- viola bellissimo.

beaujolais Fleurie

E’ l’alba di un lunedì mattino di metà settembre e l’inizio di una fantastica avventura: la vendemmia in Beaujolais.

Con la "Mansion de Coupeur", sarò per una settimana al Domaine de la Grand’Cour, ospite della famiglia Dutraive composta da Jean-Louis ed i suoi tre figli, Ophelie, Justin e Lucas che lavorano egregiamente e ormai a pieno ritmo nel domaine, esattamente nel bucolico paese di Fleurie, nel dipartimento del Rodano a sud della Borgogna.

la famiglia Dutraive

Il Domaine de la Grand’Cour e’ uno dei più storici di Fleurie, la proprietà conta 12 ettari di vigneti, su suoli principalmente argillo calcarei e ovviamente tutti coltivati a Gamay.

Tutto intorno al Domaine , a perdita d’occhio si estendono circa 8 ettari di vigneti coltivati a Gobelet, sono le vigne, alcune anche vecchie 70 anni dei lieu-dit “Chappelle de Bois”, “Clos de la Grand’Cour” e “Champagne”.

Le altre piccole parcelle sono a Brouilly, Chenas, Chiroubles et Saint-Amour, la vigna di 2 ettari a Broully appartiene alla famiglia da cinque generazioni. La vendemmia in Beaujolais, come ama dire Jean-Louis inizia “de Bonne heure de bonne humeur”!!

Siamo una bella squadra di 25 persone accolti già dalla prima sera con una sublime cena e da un’accoglienza che ha mostrato fin da subito la natura divertentissima del luogo e di ciò che avremmo fatto da lì a poche ore: è stato come se ci conoscessimo tutti da una vita.

io e Jean Louis

Muniti di forbici e secchio, baciati dalle prime luci del mattino, dopo un sereno riposo al domaine, abbiamo raggiunto le vigne a piedi, ad ogni uno di noi gli è stato affidato un filare e si è iniziato a tagliare il frutto pregiato. La selezione delle uve avviene direttamente in vigna, ci sono due persone che a pieno ritmo svolgono il delicato ruolo tagliando via all’occorrenza le parti rovinate del grappolo. Il Gamay così denso e compatto con l’umidità può contenere acini con muffe rovinose che occorre togliere subito.

Le uve sane vengono poi poste in cassette più grandi per circa quattro giorni e messe a riposare in conteiner refrigerati. Dopodiché i grappoli ancora interi verranno messi a fermentare con la tecnica tradizionale utilizzata nella regione: la macerazione carbonica, dove la fermentazione enzimatica inizia dall’interno dell’acino, dando vita a vini adorabili, aromatici e conviviali. I grappoli passeranno poi alla pressatura soffice e il vino verrà messo a riposare in barrique non di primo passaggio per circa un anno e mezzo.

La solforosa viene utilizzata soltanto per lavare le botti al primo travaso del vino che non viene né filtrato né chiarificato. In vigna non si utilizza alcun tipo di diserbante o concime chimico e lo si può vedere con i propri occhi dall’infinita varietà di erbe che crescono tra una vite e l’altra. Apprezzo molto la filosofia non interventista di Jean-Louis e i sui vini rispecchiano a pieno la mia idea di vino.

colazione in vigna

Uno dei momenti che più adoro durante la giornata di vendemmia è la colazione in vigna. Tutti i giorni intorno alle 9.00 Jean-Louis organizza la colazione in fondo ai filari delle sue vigne, arrangia un tavolo sovrapponendo delle cassette vuote dell’uva e imbandisce la tavola con salumi, formaggi, pane fatto in casa, frutta fresca e secca, vino delizioso, cioccolato e caffè. Si mangia e si beve, ci si siede sull’erba soffice, si ride, si scherza e ci si riposa per poi riprendere con rinnovata energia a vendemmiare.

La vendemmia è un momento di grande condivisione e la colazione in vigna diventerà un momento memorabile.

Dopo alcune ore di vendemmia sotto il sole intenso, la fatica si comincia a sentire, soprattutto su schiena e ginocchia: le viti coltivate ad alberello sono così basse che questo è da mettere in conto, ma sono così belle da vedere, hanno un ché di magia e suscitano un senso di protezione, sembrano gioiose figure danzanti.

le piante ad alberello bassissime

Fortunatamente la gran fatica è abbondantemente ripagata dall’energia positiva che si può assorbire in ogni dove in questo luogo meraviglioso. Un altro momento che adoro è quando si finisce di vendemmiare e nel tardo pomeriggio si rientra al Domaine. Subito dopo l’ingresso, sotto l’ombra di due alberi giganti il tavolo in pietra, piano piano si anima, ci sediamo tutti intorno, esausti e felici inziamo quello che i francesi chiamono “Apero”!

Tra chiacchiere e grasse risate, Jean-Louis non fa mai mancare il vino, si bevono i suoi vini o quelli di suoi amici produttori, sono sorsi interessanti, vini conviviali, sinceri, divertenti e gioiosi, vini che racchiudono in la bellezza e l’espressione dei luoghi da cui provengono.

Al Domaine de la Grand’Cour ogni giorno di vendemmia si festeggia e si celebre la raccolta dell’uva, frutto pregiato del duro lavoro di un anno intero e che si trasformerà in liquido magico che tutti noi adoriamo.

In paese tutti sanno che Il Domaine de la Grand’Cour sta vendemmiando e che c’è aria felice, spesso la sera vengono a trovarci altri amici e produttori come Yvon Metras e Julie Balagny: le chiacchiere si fanno ancora più interessanti e rigorosamente accompagnate da cibo delizioso, vino incantevole a la melodia sublime di una chitarra o di una fisarmonica.

la serata

Mi sento come a casa e parte di una grande famiglia. Mi sono attaccata così tanto a questo luogo e alle persone che l’ultimo giorno mi sono fatta prendere dall’ansia da separazione e poche ore prima della partenza del treno per il ritorno in Italia sono andata a vendemmiare con tutti gli altri, per godere ed essere parte fino all’ultimo di quella sinergia fantastica che è uomo e natura.

Un sincero consiglio per tutti: almeno una volta nella vita una vendemmia in Beaujolais. E’ un esperienza fantastica.

Secondo consiglio: ogni tanto, concedetevi un buon bicchiere di Beaujolais: è idilliaco!



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