Lucca BioDinamica: i vini bravi a far rete e a far venir sete!

A pigiare la tastiera tutti i giorni si perde il contatto reale con quello che amiamo e che nutre la nostra passione. Nell’universo vino poi l’energia vitale arriva dalle campagne e dai vignaioli e questo fa sì che la linfa aumenti proprio quando si va in “gita” a fare assaggi e merende.

 

Assuefatti da questa routine, ma pieni di energia primaverile post lockdown, d’improvviso entra ispiratore nella nostra enoteca Luca Martinelli, giornalista e appassionato di vino, promoter ufficiale della Lucca Biodinamica, che ci fa notare come nel nostro scaffale non sia presente alcun produttore delle Colline Lucchesi.

 

 

Lucca Biodinamica

 

E altrettanto sorprendentemente arriva nello stesso giorno l’ufficialità che l’appuntamento annuale a Segromigno, dal nostro amico Giacomo, per il “maialino estivo” è confermato.

 

In mezza giornata Giacomo, appassionato di vino e amante della sua terra, ha già organizzato un tour per vignaioli con prospettiva di un weekend ad alta intensità.

 


 

 

COS'È LUCCA BIODINAMICA?

Avendo solcato sempre le zone della Toscana più famose, il primo impatto con il paesaggio rafforza la nostra curiosità. Qualche cipresso qua e là c’è sempre, ma qui c’è spazio per una vegetazione rigogliosa ed esuberante.  Un ambiente poco pettinato che lascia immaginare tanta sostanza e una biodiversità esistente e ben preservata.

 

Lucca Biodinamica vini

 

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La mancanza di riflettori ha creato una rete sociale tra vignaioli e pastori che ha dato vita al movimento più giovane e interessante della zona, Lucca Biodinamica.

 

Tenuta Lenzini

 

Un gruppo coeso che vive di principi volti al rispetto delle cose, quindi al rispetto in primo luogo della natura. Sia che si produca vino o si faccia allevamento o si coltivino ortaggi e cereali, la gestione delle pratiche agricole segue i principi della Biodinamica.

 

L’associazione LuccaBioDinamica organizza la Festa di San Giovanni, un momento di incontro per avvicinare il pubblico e sensibilizzarlo, proponendo assaggi e confronti sulle produzioni di ognuna delle 13 aziende che ne fanno parte.

 

Ten uta Lenzini

 

 

TENUTA LENZINI

Il nostro tour enologico parte proprio dalla Tenuta che ospita la festa di San Giovanni, Tenuta Lenzini. Sorprende come la bellezza della Toscana sia generale da nord a sud della Regione, ma questi luoghi che stiamo attraversando raccontano proprio il rinascimento.

 

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Strette vie, Ville settecentesche (150 perfettamente restaurate), Borghi Medievali, muretti a secco a bordo delle strade, luoghi di culto nelle cime delle alte colline, olivi, cipressi, pini, abeti, boschi e ovviamente vigne che non dominano la scena ma sono inglobate all’interno.

 

Ville Toscane Lucca Biodinamica vini

 

Michele Guarino ci viene incontro con la sua energia, accesa dalle giornate di organizzazione per la Festa di San Giovanni (Versione Covid e che sarà un successone). Assieme a sua moglie Benedetta Lenzini, nipote del fondatore della Tenuta, gestiscono in agricoltura Biodinamica le vigne e il processo produttivo dal 2007.

 

Tenuta Lenzini si estende per 24 ettari di cui 13 vitati, disposti in un anfiteatro con il versante ovest rivolto verso il Mar Ligure e il versante est influenzato dalle Alpi Apuane che determinano in gran parte il microclima della pendici meridionali pre-appenniniche.

 

Tenuta Lenzini

 

Partiamo subito con gli assaggi e siamo immediatamente conquistati dal Casa e Chiesa il DOC Colline Lucchesi.

 

Questa denominazione è tra le primissime in Toscana, risalente al 1968. Il Sangiovese chiamato qui Sangioveto, costituisce ovviamente la parte principale, accostato negli anni da Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino, Merlot e Syrah.

 

Tenuta Lenzini

 

Benedetta e Michele hanno composto questo vino con le sole uve Merlot, del vitigno che si trova tra la casa padronale e la chiesa del borgo. Ne esce un capolavoro di bevibilità e di espressività del luogo, con una capacità di esaltare non solo l’ambiente naturale circostante, ma anche la leggerezza e l’umiltà di questa area Toscana.

 

La batteria di assaggi è lunga, l’entusiasmo di Michele per quello che creano ci cattura, il dipinto rinascimentale si chiude con un acquazzone preannunciato che fortunatamente non porta danni.

 

Tenuta Lenzini

 

 

TENUTA VALGIANO

Il sole ritorna a battere sulle vigne di Tenuta Valgiano dove facciamo la seconda tappa accolti da chi ha fatto la storia in questi luoghi e da chi per primo ha intuito e creduto nella qualità del territorio lucchese per la vite.

 

Laura di Collobiano ci conduce subito nelle vecchie cantine sottostanti la bellissima Villa, raccontandoci come nel 1993 fossero arrivati qui e avessero deciso di essere i pionieri.

 

Tenuta Valgiano

 

Tra tonneau e muffe, una volta aperto il portone di Valgiano si inizia un viaggio nel passato. Il valore lo fanno ovviamente i vini, che assaggiati sul balcone dalla cui vista si sono ispirati poeti e viaggiatori, confermano che non tutti i luoghi del Mondo sono adatti a fare vino, e soprattutto che questo luogo, è baciato da Dio.

 

Chissà se chiudendo gli occhi c’è anche la possibilità di fare un viaggio nel passato, quanti assaggi abbiamo fatto?!?!?!

 

Siamo in partenza il maialino ci aspetta.

 

Maialino Toscana Campagne Lucchesi

 

 

MACEA E CAMILIANO

Alla terza cantina ci arriviamo quasi esclusivamente a piedi. È la prima volta e la sensazione è bellissima. Dopo aver attraversato il fiume Serchio ci dirigiamo a Borgo a Mozzano, con l’Abetone a Est e le mitiche Alpi Apuane a Ovest, in macchina.

 

Parcheggiamo e da qui in avanti ci inoltriamo nel bosco, tra il titubante e lo stupito se sia la strada giusta. Il sentiero ci conduce da Cipriano Barsanti, altro “socio” della Lucca BioDinamica.

 

Macea

 

Finalmente siamo qui! E sarà tutto indimenticabile.

 

Altro paesaggio, molto più ostico; la vigna, dove c’è, è in pendenza massima. Con il suo sorriso “Cipo” ci comunica che questa è la strada del vino più corta d’Italia, tre produttori in un kilometro di strada. E nessun altro.

 

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La famiglia di Cipriano possiede questa terra da prima della sua nascita. Si coltivava Montepulciano che faticava a maturare per le temperature basse. Si fecero delle scelte rivolte ai vitigni internazionali per necessità. L’attaccamento a questi luoghi è stato più forte delle avversità. Poi Cipriano è diventato enologo, e dopo alcune nobili esperienze è rientrato in azienda.

 

Cirpiani Macea

 

Il clima è cambiato e da qui esce oggi uno dei pinot nero più interessanti d’Italia. Antonio è il fratello maggiore di Cipriano, rientrato in Garfagnana dopo una carriera da musicista in Europa; troppo attaccato a questi luoghi. Insieme, vanno oltre la Biodinamica, oltre le politiche agricole, oltre la memoria contadina: le vigne crescono selvagge senza barbatella, in mezzo alle altre erbe spontanee.

 

C’è una ricerca maniacale di antiche varietà locali che verranno impiantate anche in quella che potrebbe essere la vigna con più pendenza in Italia, proprio in mezzo al bosco.

 

Macea Camigliano

 

Ovviamente smentiscono tutte le leggi della natura contadina e lo fanno con una naturalezza e una consapevolezza proprie di chi questi luoghi li vive con l’anima.

 

La cantina è micro per cui anche volendo non si può fare nessun intervento sui vini per questioni di spazio.

 

Mentre per gli assaggi c'è sempre spazio e soprattutto tanta accoglienza!!!

 

Lucca Biodinamica Galli Enoteca

 

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