Friulano San Pietro I Clivi 2018

Maggiori Informazioni
Tipologia Vino Bianco
Uvaggio Friulano
Denominazione Friuli Colli Orientali DOP
Annata 2018
Bottiglie prodotte 15.000
Gradazione 12.5%
Cantina I Clivi
Formato Bottiglia 0,75 lt
Agricoltura lieviti indigeni, sostenibile
Paese Italia
Regione Friuli Venezia Giulia
Abbinag(i)usto Alici del Mar Cantabrico, Carni bianche, Per aperitivo, Pesce

Un autoctono trattato coi guanti. E lo merita. Vigneto molto vecchio, circa 60 anni di età, su suolo di marna eocenica, esposte a sud-est sulle colline di Corno di Rosazzo, Udine. Qui il flysch di Cormons è comune e grazie all'attenta vinificazione ci dona un vino autentico, da ascoltare in silenzio per le profondità a cui arriva senza mai alzare la voce. Il resto è sperimentazione e tecnica, il risultato di passione e dedizione. Le uve sono raccolte a mano e pressate intere a soli 1,2 bar. Solo il mosto fiore più puro viene estratto e lasciare decantare in acciaio per una notte. Separato dalle fecce grossolane il mosto inizia così la fermentazione naturale, senza aggiunta di lieviti. Segue poi un affinamento su fecce fini lasciate in sospensione, per circa 6-8 mesi a seconda dell'annata. Il vino matura e si prepara all'imbottigliamento, con una leggera filtrazione e solfatazione minima.

I 3 Sensi
Delicatamente aromatico, floreale ed erbaceo. Ottima acidità che trova il suo equilibrio nella spiccata mineralità. Il finale nocciolato che rimanda alla mandorla ci dona uno spunto quasi affumicato, di pietra lasciata al sole.
SKU
CLIVIFSPXX
12,50 €
Non disponibile
Tipo di bicchiere
Servire a: 10°-12°C

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I Clivi

i clivi cantina

L’amore per il vino nasce in modo inaspettato ai Clivi: Ferdinando, ragioniere, lavora nell’osteria del padre, nella bassa provincia di Treviso, dove un po’ l’ambiente, un po’ le ristrettezze economiche lo spingono ad accettare una proposta di lavoro nel settore dei trasporti in Africa occidentale. Fino a quel momento non si è mai riuscito a farsi coinvolgere dal vino d’osteria, ai tempi lontano dalla ricerca e vicino a un gusto decisamente acre.

Il viaggio in terre lontane gli permette di visitare anche altri paesi e di aprirsi a culture diverse e soprattutto di assaggiare vini importanti e di comprendere che il vino non è solo quello di osteria. A metà anni ’90, dall’Africa, progetta di acquistare una vigna in Friuli, terra natia della moglie, e parte con solo una piccola vigna di due ettari di vecchie viti sul versante sud del Monte Quarin.

Poi arriva Mario, il figlio di Ferdinando che dopo gli studi in Economia a Milano, torna in Friuli e nei ritagli di tempo dal servizio civile, si dedica alle viti: il contatto concreto con la terra dopo anni di studi astratti diventa una sostanza benefica che farà innamorare definitivamente Mario al vino.
Impara le tecniche di vigna, poi si dedica alla cantina. Sono gli anni incui i lieviti selezionati spopolano e i sentori di banana e frutto della passione sono gli aromi selezionati a tutti necessari. Da subito capisce che il vino non va creato a laboratorio, ma aiutato a esprimersi mantenendo la sua integrità. Coltivano Friulano, Malvasia, Verduzzo, Ribolla Gialla. Cominciano a vinificare le uve separatamente e senza chiedere l’aiuto di nessuno hanno da subito buone intuizioni, riducendo i passaggi nella vinificazione, non chiarificano né torchiano. L’intuizione più importante riguarda la pressa: si accorgono che in tanti fanno un ottimo lavoro in vigna e in cantina ma la pressa è spesso troppo invasi che ossidano i mosti e fanno troppa feccia. Acquistano una pressa tedesca e ciò contribuirà a esprimere la loro visione di vino al meglio delle loro possibilità.

Nel 2018 oltre alla crisi economica generale, le vigne sono abbattute dalla peronospora e ciò comporta una perdita enorme sulla produzione ma contemporaneamente ciò lascia, come ogni esperienza negativa, una grande eredità: questo momento difficile sarà l’insegnamento di cosa vogliono ottenere dai loro vini. Leggerezza come valore di levità e non come povertà, freschezza come allontanamento dai vini burrosi e iperconcentrati, moderazione alcolica per seguire la tradizione di queste terre.
Qualcuno li chiamerebbe vini per sottrazione. “Less is more” secondo Mario e Ferdinando Zanusso.
Le uve vengono pressate dopo circa 20 giorni di macerazione. Imbottigliamento senza filtrazioni e chiarificazioni.
Prodotti della Cantina