Metodo Classico Numero Cinque La Marca Di San Michele 2020
Servire a: 6° - 8°C
Tipo di bicchiere

Metodo Classico Numero Cinque La Marca Di San Michele 2020

MSMMCNZ
Non disponibile
19,50 €
Tasse incluse

NumeroCinque è il metodo classico non dosato e col fondo dei ragazzi di La Marca di San Michele. Dalla grande uva autoctona locale della contrada San Michele, il vino fermenta e attende l'anno successivo alla vendemmia per essere imbottigliato con un tiraggio da mosto congelato. Rimane sur lie in bottiglia per 36 mesi e viene sboccato lasciando però al suo interno i lieviti fini. Si può gustare limpido, tenendolo in verticale, oppure agitarlo prima dell'apertura per rimescolarne i lieviti. A voi la scelta.

I 3 Sensi
Il vino di base ha grande espressività, che si rivela prima al naso e poi in bocca, con un finale asciutto e lungo. La bolla è delicata e massaggia il palato con autorevolezza. Il naso è ampio e variegato, con la mandorla, l'anice, la crosta di pane di altamura che affiorano tra sentori delicati di pesca bianca e fiori. Una grande bolla da tutto pasto.

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La Marca Di San Michele

La Marca Di San Michele Cantina

La nostra è la storia di tanti, è la storia di Calzinaz che declamava: “Mio nonno fava i mattoni, mio babbo fava i mattoni, fazzo i mattoni anche me... ma la casa mia dov'è?”.

I nostri nonni facevano vino, i nostri padri non avevano altra scelta che quella di aiutare a fare il vino, prima di intraprendere un’altra strada, la loro, e noi, i figli, noi non abbiamo aiutato nessuno a fare il vino, abbiamo preso direttamente un’altra strada, verso le città. Poi siamo ritornati a fare il vino. Innamorati e curiosi della città, ma vogliosi di unirla alla bellezza di questa Marca. Si dice che il vento faccia il suo giro e così la vite, ma non è un giro di vite il nostro.

Lavoriamo con due vitigni che qui sono nati e qui affondano le loro radici: il Verdicchio, che seduto su queste colline si fa ombra con la montagna, mentre allunga i piedi verso il mare, e il Montepulciano. Cerchiamo di rispettare la terra, seguiamo i suoi cicli naturali cercando di curare i suoi malumori, senza però propinarle intrugli chimici o pesticidi.

Facciamo tanto a mano, anche se la zappa non è sempre poetica. Non maltrattiamo i nostri amici quando ci aiutano, in cantina abbiamo appena cominciato a vestire i panni di Panoramix giocando con i lieviti naturali e riducendo il contenuto di solforosa, ma senza voler sfidare ciecamente la sorte. Il nostro obiettivo è quello di produrre un vino in cui queste terre si riconoscano e noi riconosciamo loro, che sia digeribile e facilmente abbinabile.

Ci piace fare il vino, ma più di tutto ci piace berlo e berlo in compagnia di amici, ancor meglio se viziati da musica, fumetti e fotografia o solamente da grasse risate. Non vediamo il vino come fine ultimo, ma piuttosto come mezzo che ci ha sempre permesso di realizzare anche altro.
In fondo, è solo vino quello che facciamo.

Coltiviamo in modo naturale solo uve verdicchio di nostra proprietà su un suolo calcareo argilloso in collina a 350/400 mt sul livello del mare in contrada San Michele. I vigneti di verdicchio sono classificati nella tipologia DOC, Classico Superiore.
La potatura a guyot, così come la stralciatura, la scacchiatura e la sfemminellatura sono fatte manualmente.
Come concime utiliziamo solamente un sovescio di favino e per i trattamenti contro oidio e peronospera zolfo puro (da miniera e non derivato del petrolio) e rame (non di sintesi) in dosi minime.
La poltiglia bordolese a fine stagione.
Non usiamo antibotritici e la lavorazione meccanica sottofila sostituisce i disseccanti.
La raccolta delle uve è fatta rigorosamente a mano e in cassette con una resa media del vigneto di 70 ql/ha.

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