Saumur Breze Clos Rougeard 2018
Servire a: 10°-12°C
Tipo di bicchiere

Saumur Breze Clos Rougeard 2018

CLOVFBRXX
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275,00 €
Tasse incluse

Il solo vino bianco prodotto da Clos Rougeard è ottenuto da vigne molto vecchie di Chenin Blanc (80 anni), provenienti dalla vigna attigua al villaggio di Brézé, situata a sud rispetto al famoso Castello. Il vino viene affinato in tonneaux nuovi per il 25% per oltre 24 mesi. 

Tutta la nobiltà della Loira, culla della viticoltura francese, si ritrova dunque in questa discreta tenuta della famiglia Foucault, situata nel villaggio di Chacé, tra Tours e Angers. La grande forza di questa tenuta di appena 10 ettari è di non aver mai seguito la moda e così con dei terreni argillo-calcarei che non hanno mai conosciuto la minima goccia di diserbante né il minimo concime chimico, i vini del Clos Rougeard esprimono una mineralità e una complessità rare, dando un vero senso al concetto di terroir. Le rese sono sempre state inferiori a 40 ettolitri per ettaro, ossia circa 6 grappoli per piede di vigna. L’altra specificità del Clos Rougeard è di aver perpetuato la tradizione delle località, o del «climat». Ciascuno di questi singoli terroir dà un vino unico e particolare che viene coltivato separatamente, come questo Cabernet franc in purezza.

I 3 Sensi
Il bianco Saumur Breze di Clos Rougeard è un vino che colpisce direttamente il cuore. Un vino di classe, con doti di potenza unica, a richiamare frutta secca e burro, una creme brulè chiusa nel finale da un tocco salino.

Clos Rougeard

Clos Rougeard

Il pendolo dei Foucault scandisce  i tempi di un’altra epoca. Quella dove il ritmo del vino non era sempre quello del mercato, dove le bottiglie uscivano dalla cantina quando il “vigneron” stimava la fine dell'affinamento: 18, 24, 30 mesi… Charly e Nady sapevano quando i loro  - rossi di Champigny e bianchi di Brézé -  erano pronti,  raramente i due uscivano dalla loro cantina. Quando l'anno lo permetteva, i rossi si articolavano intorno a tre cuvée, di cui due provenienti da vigneti specifici: “Les Poyeux”, dal carattere generoso e maturo ma più rigido in tannini di “Le Bourg”, soave ed elegante. Entrambi i vini ancora oggi che i fratelli non operano più al dDomaine hanno una vita, un respiro naturale, un altruismo che li rende vicini, amichevoli in gioventù, e procurano un brivido sconosciuto. “Le Bourg” conferma il suo status mitico per ricchezza, per i ricami di un legno elegante, per la finezza dei tannini, eccezionale. Da schierare in cantina con gli immortali.

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