Temprano Badalucco de La Iglesia Garcia
Servire a: 12°-14°C
Tipo di bicchiere

Temprano Badalucco de La Iglesia Garcia

BADVITEXX
disponibile
14,00 €
Tasse incluse

Nelle terre di Marsala Pierpaolo e Beatriz hanno deciso di piantare un'uva che è la risposta spagnola al cabernet sauvignon ovvero il Tempranillo. Una varietà che da nerbo a tanti rossi spagnoli. Ma la sfida più grande è stata quella di pensarlo in un blend assieme al nero d'avola. E' così che dalla Contrada Delia Nivolelli se ne è uscito un vino denso di personalità, senza ricchezze eccessive ma piuttosto marcando un carattere genuino e succoso. Come sempre in vigna c'è la gestione di Pierpaolo che ha eriditato una cura maniacale attraverso il lavoro pianta per pianta dalla sua famiglia. Il vino ottenuto poi non viene chiarificato ne filtrato.

I 3 Sensi
Nell'ultimo assaggio fatto il Temprano di Badalucco de La Iglesias Garcia si è dimostrato un vero campione di eccellenza. Vino completo in tutte le parti, mostrando le note di frutta in una versione meno matura, molto succosa che ricorda la frutta gialla. Bilanciato anche nell'uvaggio regala una fase finale graffiante e fine. Una bottiglia superlativa, accessibile e di garanzia per un assaggio artigianale tra i più apprezzati del Sud Italia.

Badalucco de la Iglesia Garcia

Badalucco de la Iglesia Garcia

Badalucco de la Iglesia Garcia è un nome su cui ci si interroga anzitutto per la provenienza. Per raccontare questa cantina infatti bisogna iniziare col posizionare il puntatore sulla Sicilia e precisamente tra Mazara del Vallo e Marsala. In questo territorio nasce Pierpaolo Badalucco l'ultimo di una generazione di lavoratori a stretto contatto con la terra. Proprio su queste Terre Rosse la vite, grazie anche alla vicinanza del mare, trova un terreno fertile. 

Quando Pierpaolo conosce Beatriz nella sua regione d'origine l'Andalusia, trova anche molte similitudini con le vigne nella zona di jerez. Con grande tenacia e passione convince Beatriz de La Iglesia Garcia a trasferirsi in Sicilia e continuare a custodire il patrimonio genetico di famiglia, arricchendolo però di due vitigni spagnoli, il tempranillo e il verdejo dando vita così ad una sinergia tra Italia e Spagna. Questo spiega anche perchè la loro società è chiamata Dos Tierras.  

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