La Syrah Tenuta Lenzini 2018

Maggiori Informazioni
Tipologia Vino Rosso
Uvaggio Syrah
Denominazione Toscana I.G.T.
Annata 2018
Gradazione 13.5%
Cantina Tenuta Lenzini
Formato Bottiglia 0,75 lt
Agricoltura biodinamica, lieviti indigeni
Paese Italia
Regione Toscana
Abbinag(i)usto Carni rosse, Formaggi, Formaggi erborinati, Grigliate di Carne, Legumi, Primi Piatti di Carne, Risotti, Salumi Stagionati

La Syrah Tenuta Lenzini è un Syrah in purezza. Il vitigno è originario della Valle del Rodano, ma questo che ha trovato casa nelle colline lucchesi è un Toscano vero e ben si è adatta al terreno sabbioso, soleggiato e ventoso di quest’angolo della Toscana, a est della città di Lucca e non lontano dal litorale Tirrenico.

Questo rosso fa una fermentazione alcolica spontanea in tonneau e malolattica in botte grande, segue poi l'imbottigliamento senza filtrazione. Affina poi per 24 mesi tra botte grande di rovere francese e tonneau.
 
Il risultato è un frutto generoso che seduce con i suoi aromi speziati tutti i palati.

La Tenuta si estende per 23 ettari, di questi solo 13 sono vitati, e si trovano nella zona definita come Lucca Biodinamica. Dal 2007 vengono gestiti in regime di agricoltura biodinamica con utilizzo solo di zolfo, rame e preparati vegetali.

La cantina è nata con l’idea di realizzare vini sani e genuini, prodotti in armonia con la natura e l’ambiente circostante. La filosofia produttiva cerca di portare sempre in primo piano il carattere varietale dei vitigni e l’influenza del terroir, con il minimo intervento in cantina.

I 3 Sensi
Rosso rubino intenso, al naso frutti rossi, fiori, spezie e un delicato cenno balsamico. Si riconosce per la grande facilità di beva favorita dalla freschezza, la tensione nel fruttato e la raffinata chiusura d’assaggio, ma senza rinunciare a corpo e al finale lungo e persistente.
Codice prodotto
LENVILSXX
23,00 €
Non disponibile
Tipo di bicchiere
Servire a: 16°-18°C

Tenuta Lenzini

tenuta lenzini lucca biodinamica

Uva=Vino: è questa la formula matematica, l’uguaglianza da cui parte la Tenuta Lenzini, per descrivere le creazioni; frutti vivi, intensi, in grado di ricondurre, in qualunque luogo ed in qualunque tempo, alle assolate giornate di settembre, nei filari, in vendemmia; vini nei quali la natura prende forma e sostanza, e dove l’impatto dell’uomo diventa inesistente.

Questo deve essere il vino: realtà, verità… non il puro esercizio di stile di un enologo, ma la proiezione di un territorio, delle persone che lo lavorano e lo abitano. 

E’ per questo che la Tenuta non stravolge ciò che gli elementi naturali donano ogni anno, si impegna così a preservarne l’autenticità, la loro espressione naturale: perché il calore, il colore, la ricchezza di un vino sono da ricercare prima di tutto in campagna e non in cantina.

Prima c’è il seme, poi il frutto, poi le mani che lo colgono; e sopra ad ogni cosa, la passione e l’amore per la terra.. Questa è “la viticoltura ragionata”, questa “l'enologia emozionale”; l’incontro tra cuore e mente, tra passione e verità; tra uomo e natura.

La Tenuta Lenzini si estende per 24 ettari nel paese di Gragnano nelle splendide colline lucchesi, nella cosiddetta Lucca Biodinamica, incastonata in un anfiteatro naturale che le fa da cornice, determinandone il particolare microclima.

Composta da 13 ha di vigneto e 4 di oliveto, la proprietà trova la sua origine nel XVI secolo. La proprietà dei coniugi Arnolfini, i famosi coniugi ritratti da Van Eyck nell’opera esposta al British Museum di Londra, fu sin dalle origini il fulcro produttivo per il vino e l’olio di questa parte di piana.

Qui passava anche la via francigena; le truppe napoleoniche ed i Bonaparte stessi camminavano in questi luoghi e questa è una delle ragioni, oltre alla innegabile vocazione internazionale del nostro terroir, per la quale si è scelto di piantare Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah, Alicante Bouschet, rispettando le scelte fatte in passato in questo meraviglioso anfiteatro.

La storia recente della Tenuta inizia con Franco Lenzini, è lui che riesce a vedere più in la degli altri, scommettendo sulla rinascita di un luogo lasciato al più totale abbandono; operandone la ristrutturazione, fino a farla divenire ancora più affascinante.


In questa terra infatti è facile smarrirsi nel respiro di un tempo che fu; facile al calar del sole ritrovarsi ad ascoltare un silenzio che non ha età, ma che ha invece grande memoria.

Oggi alla guida dell’azienda ci sono Benedetta, la nipote di Franco e suo marito Michele Guarino, ogni giorno si impegnano per creare vini espressivi, vini in cui l’impatto dell’uomo diventa inesistente,e dove la natura prende forma e sostanza.

Dal 2007 l’azienda ha subito un profondo cambiamento: prima la conduzione biologica, poi l'inevitabile passaggio alla filosofia biodinamica.

Inevitabile, perchè diventa inevitabile il nostro interesse per una terra viva, vitale, in grado di dare frutti intensi, dalla grande capacità espressiva... e tutto senza l'ausilio di chimica, di artifizi.

Basta con le sostanze chimiche e di sintesi, basta con zolfo di origine petrolifera.

Ma è dopo l'incontro con la filosofia biodinamica che tutto cambia... il punto di vista di Benedetta e Michele subisce un sostanziale cambiamento... il focus non è più la pianta, ma il terreno dove essa vive, cresce, si nutre.

Ecco l'importanza di lavorare per stimolare la vitalità del terreno, perchè è il terreno il punto di partenza... e quindi lavorazioni profonde in autunno, seguite dalla semina di leguminose, crucifere e graminacee che verranno sfalciate in primavera.


Ed ancora, in autunno, viene distribuito il 500 preparato per dare l'ego, la personalità al nostro terreno, e per generare humus, la vita.
Nessuna concimazione.

In primavera invece si utilizza il 501, corno silice, per stimolare la fotosintesi delle nostre piante. Limitato uso di rame e zolfo, e tanto rispetto.

Lo stesso rispetto che c'è in cantina, dove le fermentazioni sono spontanee, riducendo al minimo l'uso di solfiti, in modo da non alterare il frutto che è e deve rimanere espressione del territorio: Gragnano. Affinamento in acciaio, cemento e legni non nuovi, affinchè il vino sia facilmente leggibile.

Tante sono le mani che collaborano per preservare la bellezza della tenuta.

Mani giovani e rapide, mani callose e calde.

Un oceano di dita che sfiora le piante, curandole con l’amore di un padre.

E ci sono visi, occhi, che ogni giorno vivono Gragnano come fosse la loro casa.

"Pietro Moretti, Luca Nesi, Italo Lazzerini, Giacomo Santucci; tre diverse generazioni che credono estenuamente in questo "angolo di Paradiso"; perché Gragnano è nostra, è loro". Benedetta e Michele ringraziano tutti loro.

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