Desordre La Sorga

Tipo di bicchiere
Servire a: 12°-14°C
Codice prodotto
SORVIINXX
20,00 €
Non disponibile
Maggiori Informazioni
Tipologia Vino Rosso
Denominazione Vin de France
Gradazione 13.5%
Cantina La Sorga
Formato Bottiglia 0,75 l
Agricoltura coltivazione organica, lotta integrata, senza solfiti aggiunti
Paese Francia
Regione Languedoc & Roussillon
Abbinag(i)usto Carni rosse, Formaggi stagionati, Grigliate di Carne, Salumi Stagionati

Il 'disordine' di La Sorga, ottenuto per metà da uve di vecchie viti quasi centenarie (95 anni), si esprime in una vinificazione di Carignan e Cabernet Sauvignon a grappolo intero, con aggiunta nelle prime fasi del mosto di Mourvedre pressato.

Terroir scistoso di Vieussan nella denominazione Saint-Chinian. Dopo una lunga macerazione di 70 giorni il vino passa nelle vasche di cemento dove rimane per 10 mesi. Nessuna chiarifica o filtrazione ed una aggiunta minima di solfiti all'imbottigliamento.

I 3 Sensi
Al naso è speziato: chiodi di garofano, tabacco e frutti neri (mora e mirtillo) unisce una bocca densa, tannica e lunga, ben rappresentativa dell’annata.

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La Sorga

La Sorga è un progetto di Anthony Tortul nato nel 2008. Anthony decide di dedicarsi alla vite e dopo anni dedicati alla ricerca del luogo ideale dove mettere radici, sceglie Vias, nella Languedoc-Roussillon adiacente ai Pirenei dal ruolo predominante per la scelta. Inizia con attività di negoce, acquistando uve da diversi conferitori a una condizione: la perfetta salute delle varietà. Dal 2013 inizia a produrre uve di proprietà: le viti devono necessariamente essere sane, autoctone, vecchie e assolutamente coltivate in biologico o biodinamico. Il suo focus è l’artigianalità e la spontaneità della natura è solo assecondata dal suo lavoro non interventista. Con il recupero di uve autoctone riesce a vinificare una estroversa varietà di uve: Terret Blanc, Terret Gris, Cot, Sauvignon, Morvedre, Cinsault, Aramon, Grenache, Muzac, Muscat e molte altre, provenienti da diverse zone. La vinificazione avviene nella sua cantina, con meno interventi possibile, fermentazioni spontanee, lieviti indigeni, macerazione in piccole botti aperte sfruttando il “cappello”, per poi proseguire con affinamento in vasche di cemento o botti in legno. Le sue etichette, ogni volta diverse, parlano lo stesso linguaggio giovane del vino. Artistiche, ribelli, talvolta dissacranti, provocatorie, riescono sempre a raccontarci un po’ del vino contenuto, ogni volta diverso, sempre in movimento e sempre vivo.

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Recensioni dei clienti

ne valeva la pena, mai provato prima bella scoperta
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