Pinot Nero Macea 2018

Maggiori Informazioni
Tipologia Vino Rosso
Uvaggio Pinot Nero
Denominazione Toscana I.G.T.
Annata 2018
Bottiglie prodotte 1600
Gradazione 12.5%
Cantina Macea
Formato Bottiglia 0,75 l
Agricoltura biodinamica, coltivazione organica, lieviti indigeni
Paese Italia
Regione Toscana
Abbinag(i)usto Carni rosse, Formaggi, Formaggi stagionati, Frattaglie, Legumi

La vigna del Pinot Nero di Macea guarda dal basso il Borgo di Boveglio a 700 metri di altitudini. In pieno Appennino su suoli misti di argilla e sabbia, nel 1999 la famiglia Barsanti ha deciso in impiantare questa varietà internazionale, forse con intuizione, forse con nessuna cognizione di causa. Sta di fatto che l'espressione di questo vitigno, grazie anche al cambiamento climatico, ha assunto dei connotati nell'area dell'Appennino che marcano il territorio ma ancor più gli ostici vignaioli di Montagna che lo abitano. La coltivazione della vigna, come per tutte le altre, è condotta con il minimo intervento, seguendo in parte i principi della biodinamica. Il Pinot nero una volta vendemmiato viene vinificato in acciaio e legno. 

 

Codice prodotto
MACVIPNXX
32,00 €
Non disponibile
Tipo di bicchiere
Servire a: 12°-14°C

Macea

Macea

Venendo da Lucca dopo aver attraversato il fiume Serchio ci si dirige a Borgo a Mozzano, con l’Abetone a Est e le mitiche Alpi Apuane a Ovest. Si parcheggia la macchina e ci si inoltra nel bosco per entrare nel mondo fatato di Macea e incontrare il folletto Cipriano Barsanti. Un paesaggio differente dalla Toscana più nota, molto più ostico; la vigna, dove c’è, è in pendenza massima. La famiglia di Cipriano possiede questa terra da prima della sua nascita. Si coltivava Montepulciano che faticava a maturare per le temperature basse. Si fecero delle scelte rivolte ai vitigni internazionali per necessità. L’attaccamento a questi luoghi è stato più forte delle avversità. Poi Cipriano è diventato enologo, e dopo alcune nobili esperienze è rientrato in azienda. Il clima è cambiato e da qui esce oggi uno dei pinot nero più interessanti d’Italia. Antonio è il fratello maggiore di Cipriano, rientrato in Garfagnana dopo una carriera da musicista in Europa; troppo attaccato a questi luoghi. Assieme vanno oltre la Biodinamica, oltre le politiche agricole, oltre la memoria contadina: le vigne crescono selvagge senza barbatella, in mezzo alle altre erbe spontanee. C’è una ricerca maniacale di antiche varietà locali che verranno impiantate anche in quella che potrebbe essere la vigna con più pendenza in Italia, proprio in mezzo al bosco. Ovviamente smentiscono tutte le leggi della natura contadina e lo fanno con una naturalezza e una consapevolezza proprie di chi questi luoghi li vive con l’anima. La cantina è micro per cui anche volendo non si può fare nessun intervento sui vini per questioni di spazio.

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Non abbiamo ancora stappato la bottiglia e non l'abbiamo mai bevuto prima.
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