Super Luna Masseria del Pino

Maggiori Informazioni
Tipologia Vino Rosè
Uvaggio Nerello Mascalese - Nerello Cappuccio - Grenache - Francesina - Carricante - Minnella
Denominazione Vino Rosato
Bottiglie prodotte 1000
Gradazione 13.5%
Cantina Masseria del Pino
Formato Bottiglia 0,75 lt
Agricoltura coltivazione organica, lieviti indigeni, lotta integrata, senza solfiti aggiunti
Paese Italia
Regione Sicilia
Abbinag(i)usto Carni bianche, Formaggi di media stagionatura, Fritture, Legumi

Super Luna è il Rosato di Masseria del Pino prodotto dalle uve che crescono a ridosso dei muretti di pietra lavica, in modo da ottenere più acidità per la minore maturazione. Un'altra parte dell'uva viene presa dal centro del vigneto e costituisce poi la parte più vigorosa del vino. E ancora un tassello viene prelevato da vigne nate in maniera spontanea, selvatiche, che si inerpicano sulle roverelle del bosco attiguo. Tutti i vitigni della tenuta compongono quindi Super Luna. La vinificazione avviene in acciaio dopo aver macerato qualche ora sulle bucce per l'estrazione del colore. Un anno di riposo in botte e due mesi in bottiglia senza solfiti aggiunti.

Codice prodotto
MDPVISL
60,00 €
Non disponibile
Tipo di bicchiere
Servire a: 10°-12°C

Masseria del Pino

Masseria del Pino

Ci siamo lasciati incuriosire da Masseria del Pino già ancora molto lontani dall'area Etna. Nel nostro viaggio è diventata quasi una sfida quella di poter trovare le rare etichette. Partiti da Donnalucata a bocca asciutta, ci siamo ritrovati nella parte più boschiva del vulcano, dove le minuscole parcelle di vecchie vigne, vengono protette dai muretti a secco e nascoste dai boschi di castagno.

Federica Turillo e Cesare Fulvio si sono persi in questi luoghi, tuffandosi in un passato medioevale. Lasciata la loro vita precedente, acquistano un palmento e si istallano in contrada del Pino nel 2005, per poi iniziare a fare sul serio con il vino dal 2014. Qui a 800 metri trovano all'interno della casa colonica vigne pre-fillossera anche di 120 anni di età, un vecchio torchio e grandi tini di fermentazione in pietra lavica.

Con una ritrovata percezione del tempo, si fanno trasportare dalle più ancestrali pratiche enologiche: calpestano le uve a piedi nudi nei tini, poi inizia una fermentazione all'aperto, quindi il mosto viene infine pigiato in vecchi tonneaux da 500 litri, dove il vino rimane per oltre un anno fino all'imbottigliamento. I castagni circostanti servono per costruire i tonneaux e questo insieme di elementi identifica la contrada in misura netta. 

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