Echezeaux du Dessus Cecile Tremblay 2017
Echezeaux du Dessus Cecile Tremblay 2017
Servire a: 16°-18°C
Tipo di bicchiere

Echezeaux du Dessus Cecile Tremblay 2017

TREVFECXX
Non disponibile
930,00 €
Tasse incluse

Appena 0,18 ha nel lieu dit storicamente e concordemente ritenuto come il migliore di questo vastissimo grand cru. Al contrario dello Chapelle Chambertin, raramente viene vinificato a grappolo intero, e se ne comprende facilmente il perché all’assaggio. Dalla botte o nei primissimi anni di bottiglia fa pensare ai puledri di razza purissima ancora da domare. L’estrema eleganza, la nobiltà del tratto, la complessità sono lì, ma la foga e l’energia quasi incontenibile della gioventù richiedono imperativamente una certa pazienza, con la certezza però che verrà ricompensata. 

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Cecile Tremblay

Cecile Tremblay

Puri, raffinati ede eleganti, sono solo alcuni aggettivi per descrivere i vini di Cecile Tremblay. Consacrata nel giro di poche vendemmie nell'elite dei produttori di Borgogna e addirittura battezzata come l'erede di Madame Leroy da Michel Bettane, Cecile è una ragazza umile, con un parroccio energico e dinamico verso il vino. Gestisce da 10 anni circa 4 ettari tra Nuits Saint Georges e Vosne Romanèe in regime biologico. Cecile, nipote di Edouard Jayer, soprattutto ha un buon senso nella lavorazione della vigna; lavora il terreno con il cavallo quando possibile, utilizza preparati a base di alghe e erbe per rafforzare l'azione del rame, vinifica a grappolo intero e dosa il legno nuovo con estrema eleganza. Il risultato è una precisione esecutiva, sostenuta da un volume intenso ma definito.

Nel 2003 Cécile Tremblay ha deciso di riprendere in mano la gestione delle vigne di proprietà familiare, ereditate dal bisnonno Edouard Jayer ma che, per un lungo periodo, erano state concesse in affitto ad altri produttori. Nel corso dei prossimi anni si aggiungeranno altre parcelle, tra cui una nel Clos Vougeot, allo scadere di altri contratti di affitto.
Le vigne non erano inizialmente in buone condizioni e Cécile ha immediatamente intrapreso con grande caparbietà la via della gestione biologica, con attenzione anche all’approccio biodinamico, nella convinzione che solo donando nuova vitalità ai terreni avrebbe potuto produrre vini all’altezza delle migliori tradizioni borgognone.
In cantina, colpisce la grande cura e attenzione alla vinificazione, anche per il notevole numero di cuvée diverse (11 denominazioni tra Nuits St. Georges, Vosne Romanée, Chambolle Musigny, Morey St. Denis e Gevrey-Chambertin). A seconda delle annate e delle caratteristiche di ciascuna vigna, parte della vinificazione viene effettuata a grappolo intero.
I suoi vini sono netti, precisi, puri, di grade aderenza territoriale, riunendo eleganza e finezza a struttura e complessità. Lo stile classico, rispettoso delle tradizioni locali ma attento alle più moderne tecniche e conoscenze, consiglia di ritardarne l’apertura qualche anno ma, in qualche caso, non esclude una immediata bevibilità.

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