Pasqua e Pasquetta 2026: non solo tradizione
Guida agli appassionati del vino (e dei momenti) fuori dagli schemi

Dimenticate i banali cliché della tavola festiva. Se siete qui, è perché per voi il pranzo di Pasqua non è solo una sequenza di portate, ma un’opportunità di esplorazione sensoriale.
In un mondo di vasta, a volte troppa, scelta, vogliamo celebrare il Vino di Vigna: quel nettare che sa di terra, di mani che lavcorano e di stagioni imprevedibili.
Che siate i "grill master" della Pasquetta, gli architetti di un menù vegetariano gourmet, esploratori di sapori etnici o fieri sostenitori del plant-based, abbiamo selezionato dalla nostra cantina bottiglie che non si limitano ad accompagnare il cibo.
1. L'Antipasto: Il risveglio dei sensi e la bollicina "nuda"
L’apertura del pranzo pasquale è un momento critico: deve resettare il palato dalle fatiche della settimana e prepararlo al viaggio.
Non accontentarti di una bollicina qualsiasi. Cerca l'energia elettrica dei Rifermentati in bottiglia o la profondità di un Metodo Classico che ha masticato terra e tempo, che ha riposato sui lieviti quanto basta per sviluppare complessità, ma senza perdere la sua verve.
Qui la parola d'ordine è "pulizia": vogliamo acidità e mineralità per contrastare la grassezza dei salumi o la cremosità delle uova.
- Il Classico Rivisitato (Salumi e Torte Salate): Per onorare la tradizione, servono bollicine di struttura. Esplora tra Franciacorta o Champagne con dosaggi minimi (Pas Dosé), capaci di esaltare la sapidità dei lievitati salati. Oppure un rifermentato in bottiglia adatto alla convivialità spensierata e senza rigori.
- La Variante Veggie (Hummus di piselli e menta): Qui serve acidità e profumo. Un Verdicchio dei Castelli di Jesi di un piccolo produttore artigianale è il compagno perfetto per la freschezza delle erbe primaverili.
- A chi i vini li preferisce fermi, la freschezza vegetale chiama un vino "di luce". Un Verdicchio dei Castelli di Jesi o un bianco macerato leggero creano un ponte aromatico perfetto con le erbe spontanee della primavera.
Verdicchio Capovolto La Marca Di San Michele 2024
2. Il Primo: Tra Terra e Mondo. Usciamo dai confini
La Pasqua è rinascita, anche del palato.
Il primo piatto a Pasqua è spesso un atto d'amore: paste ripiene, lasagne o risotti complessi. Ma ogni tanto è stimolante guardare anche oltre il confine, integrando tecniche orientali o spezie esotiche. In questo paragrafo, il vino diventa il mediatore culturale. Se il piatto è complesso, il vino deve avere "spalle larghe" ma un passo agile. Puntiamo su vitigni autoctoni vinificati con approccio artigianale, dove il frutto è croccante e la beva è pericolosamente scorrevole.
- L’Azzardo Etnico (Ravioli Gyoza o Curry leggero): Chi l’ha detto che a Pasqua non si possa viaggiare? Se il vostro menù guarda a Oriente, pescate dai nostri Piatti dal Mondo. Un Riesling della Mosella con un leggero residuo zuccherino, un bianco aromatico o un macerato gentile gestiscono la piccantezza e la speziatura con un’eleganza disarmante come nessun altro.
Riesling Piesporter Goldtropfchen Kabinett Adam 2022
Mon Blanc Orangé Ca Boit Libre 2023
- Vegetariano d'Autore (Lasagna ai carciofi, asparagi e pecorino):
richiedono vini di carattere. Un bianco di corpo, un vino minerale, un rosato di struttura, sapranno sfidare e domare la tendenza amarognola del carciofo e la grassezza del formaggio.Piatti vegetariani e vegani
Vermentino Di Gallura Superiore Docg Costarenas Masone Mannu 2024
Quatre Mains La Grange Tiphaine 2022
3. Il Secondo: Il cuore della convivialità e il rosso "vibrante"
Arriviamo al pezzo forte! Che sia l'agnello della tradizione o una proposta plant-based, il secondo piatto cerca un compagno che sappia sostenere la struttura senza appesantire il sorso.
Il target moderno rifugge i rossi troppo morbidi e troppo legnosi; cerchiamo invece vini con tannini setosi, acidità vibrante e una spiccata sapidità.
È il momento di stappare i campioni della sezione Vini di Vigna: etichette che raccontano il terroir senza filtri.
- L’Agnello 2.0: abbandona le lunghe cotture che coprono il sapore della carne con eccessivo rosmarino e aglio. Si punta su: cottura a bassa temperatura (CBT) per mantenere la carne rosa, burrosa e preservarne l'umidità.
- Lo "Scottadito" Gourmet: Costolette marinate con spezie fresche (come sumacco o timo limonato) e scottate velocemente sulla brace o in ghisa.
- Reverse Searing: Per ottenere una crosticina perfetta e un cuore tenerissimo. Serve un rosso che abbia spessore ma anche freschezza.
Un Pinot Noir o un Nebbiolo, magari di alta quota e giovane sono entrambi perfetti per sgrassare il palato lasciando spazio al sapore della carne.
- La scelta Green (Arrosto di Seitan alle erbe o Funghi alla brace): Per chi sceglie piatti vegetariani e vegani, consigliamo rossi agili, freschi e vibranti come un Sangiovese, una schiava, un terrano, o comunque vini capaci di esaltare le note terrose e tostate senza sovrastarle, con bevibilità estrema che invita al secondo calice.
4. Il Gran Finale: Vini da Dessert e Meditazione
Il fine pasto pasquale è un trionfo di lievitati (Colomba) e cioccolato. La regola è semplice: dolce chiama dolce, ma facciamolo con classe.
Dalle vendemmie tardive ai passiti bruciati dal sole, il vino da dessert deve essere un'estensione del piacere, una carezza che chiude il cerchio gastronomico.
- Per la Colomba e i dolci lievitati: Cercate la fragranza dei piccoli produttori artigianali. Una Malvasia delle Lipari o un passito di Pantelleria, regalano sfumature di albicocca e miele indimenticabili. Oppure un Moscato d'Asti esclusivo (che è il re dell'abbinamento con i lievitati classici) trasforma ogni morso in un'esperienza celestiale.
- Il Cioccolato Fondente e le Uova: Qui la sfida si fa dura e serve artiglieria pesante. Solo i grandi Vini Passiti, un Barolo Chinato o un Recioto della Valpolicella hanno la forza estrattiva necessaria per dialogare con le note tostate del cacao.
Passito di Pantelleria Bukkuram Padre della Vigna De Bartoli 2019
5. Pasquetta: Fuoco, Amici e lo Spirito Giusto
La scampagnata del lunedì richiede spirito (in tutti i sensi).
Dopo una giornata di "fatica" sociale e gastronomica, il momento del distillato o dell'amaro artigianale diventa un rito di decompressione. Non chiamatelo semplicemente "digestivo"! Gli spirits sono cultura
La Pasquetta è l'anarchia della griglia, il pranzo sull'erba, la libertà. Qui il vino deve essere democratico e conviviale, ma il vero upgrade arriva con i distillati.
Gin Tonic "Botanico": Portate con voi un Gin territoriale e delle toniche premium. È il drink per eccellenza mentre si aspetta che la brace si spenga. Oppure un Mezcal per chi vuole il fumo anche nel bicchiere...la chiusura perfetta.
Distillati d'Autore: Per chi non rinuncia al rito del dopo pasto, la nostra selezione di
offre spiriti che sanno di legno, fumo e tempo. Il modo migliore per brindare alla prossima avventura.Distillati - La Grappa Post-Prandiale: Non la grappa "del nonno", ma selezioni di Distillati come Capovilla o le riserve di Berta. Purezza cristallina per rimettersi in sesto prima del rientro in città.
Ti sei dimenticato della tua colomba pasquale o di qualche regalo da fare ai tuoi amici preziosi? Sfoglia la nostra selezione qui sotto o contattaci subito per avere più info
Monica Della Chiara
Amo l'arte in tutte le sue manifestazioni, la bellezza delle piccole cose, il dettaglio che fa la differenza, le cose vere come il vino, ma quello umile e sano! Mi affascinano le storie che si nascondono dentro il bicchiere, le persone che ci lavorano e che solo il vino, quello vero ovvio, sa raccontare. Ho il viaggiare che mi scorre nelle vene, per questo che la parte più intrigante del mio lavoro è viaggiare per cantine. Sono una "godereccia" e il vino è un veicolo per stare insieme, condividere pensieri e divertirsi, sempre!